Sos viabilità, l’Authority di Genova strizza l’occhio a Savona sulle infrastrutture
Il comitato di gestione: più manutenzioni delle strade, meno traffico caos dal porto

Il porto di Savona in una immagine aerea
GENOVA. Si scopre l’acqua calda a dire che l’Authority di Palazzo San Giorgio si sente molto genovese e che a Savona hanno sofferto parecchio il passaggio dall’Authority autonoma all’istituzione portuale unificata sotto le insegne della Lanterna della metropoli genovese che tiene al ruolo che le è proprio: capitale della portualità made in Italy. Dev’essere per provare a lenire questa ferita che fin dall’inizio, forse a maggior ragione contando sul proprio essere esterno ai circuiti genovesi, il presidente Matteo Paroli ha mandato segnali di attenzione a Savona. Stavolta una volta di più: con il comitato di gestione che, «nell’ambito dei generali interventi di ammodernamento e miglioramento delle infrastrutture del territorio savonese», ha dato mandato a Paroli di arrivare a «un accordo-quadro con i Comuni di Savona, Albisola Superiore, Albissola Marina, Quiliano, Vado Ligure, Bergeggi, tutti ricadenti nell’ambito di competenza dell’Ufficio Territoriale di Savona». Obiettivo: garantire «le migliori condizioni di percorribilità e di sicurezza della pubblica circolazione viaria nei tratti comunali ad alta intensità interferiti da parte dei flussi portuali, lungo le direttrici di “ultimo miglio”».
Non è un segreto che i bacini portuali di Savona e Vado Ligure Bergeggi sono «inseriti storicamente in tessuti fitti urbani e, in ragione degli elevati volumi di traffico, in primis di veicoli gommati pesanti»: logico perciò che «le direttrici urbane di accesso alle aree portuali necessitino di interventi manutentivi dei manti e degli strati superficiali, oltre che della segnaletica sia orizzontale che verticale», come viene riferito al termine della seduta. E questo appunto «in relazione alla notevole usura determinata dalle forti sollecitazioni indotte dagli stessi flussi di traffico».
In concreto, il primo passo è in cartellone già nel prossimo mese di gennaio: l’Autorità di Sistema Portuale ha previsto . il rifacimento del manto stradale della Galleria dell’Arsenale in Comune di Savona.
Restando in tema di interventi infrastrutturali sotto il segno di «una migliore accessibilità marittima e terrestre» (e riducendo anche l’impatto del traffico da/per il porto rispetto all’insieme della viabilità urbana savonese), da parte del comitato è stato deliberato il rinnovo della concessione in favore di Aspi fino al 31 gennaio prossimo unitamente all’autorizzazione ad Amplia. Con uno scopo preciso: all’interno del «più ampio quadro delle opere di infrastrutturazione afferenti al porto di Genova», ci sono da gestire le esigenze operative connesse al trattamento dei sedimenti derivanti dai lavori del Tunnel Subportuale.
È da aggiungere che simile attenzione – viene messo in rilievo – è stata riservata agli operatori del comparto delle riparazioni navali: sono destinatari di titoli concessori che «consentiranno la prosecuzione delle attività, con scadenze coerenti con la durata massima attualmente assentibile e compatibili con le previsioni, allo stato, di avvio dei lavori per la realizzazione del Tunnel».
Vanno poi messi nel conto gli interventi che hanno a che fare con la “Gronda” di Genova, di fatto una autostrada che passando a nord della metropoli consentirebbe al traffico di scavalcarla (e, al tempo stesso, di funzionare per certi aspetti come una super-tangenziale). A tal riguardo il comitato di gestione ha deliberato il rilascio di un’ulteriore concessione ad Aspi, ma con subgestione operativa affidata a Fincosit: si tratta dello svolgimento delle cosiddette “prove a mare” attualmente in corso.
Le attività – si afferma – saranno disciplinate da una specifica ordinanza che verrà emanata dalla autorità marittima per riuscire a «garantire la gestione in sicurezza delle operazioni in ambito marittimo». Nel dettaglio: stiamo parlando, da un lato, dell’esecuzione di un campo prove sperimentale a mare e, dall’altro. di una campagna di conoscenza approfondita della natura del terreno geognostica, tutte attività preliminari per arrivare a costruire (e successivamente a gestire) le opere marittime connesse al progetto che ridisegnerà il nodo di strade e autostrade attorno a Genova (con l’adeguamento dell’intreccio fra le autostrade “A7”, “A10” e “A12” e la futura “Gronda”).

Matteo Paroli alla guida dell’istituzione portuale di Genova-Savona
Relativamente al cantiere di Vado Ligure che si occupa dei cassoni destinati alla nuova diga foranea del porto di Genova (per la quale si torna a sottolineare che è «opera strategica per l’intero sistema portuale nazionale», il comitato di gestione ha detto il proprio «parere favorevole alla sospensione parziale e temporanea della concessione in capo a Vado Gateway per consentire l’ampliamento di circa 170 metri quadri». L’intenzione è quella di «realizzare una viabilità a doppio senso, indispensabile per lo svolgimento in sicurezza e in continuità delle lavorazioni di prefabbricazione dei cassoni».
Quanto alle infrastrutture tecnologiche, il comitato di gestione ha deliberato l’istituzione di un “diritto d’uso” della piattaforma digitale Port Community System (Pcs), riconoscendone il valore strategico nel processo di digitalizzazione e dematerializzazione degli scambi documentali dell’intero Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Dal quartier generale dell’Authority lo indicano come un ulteriore passi in avanti nel percorso di «progressiva estensione dell’utilizzo del Pcs a tutti gli scali di competenza dell’Autorità di Sistema Portuale, comprendendo i porti di Genova e Savona-Vado». L’idea guida è chiara: garantire «un modello operativo omogeneo, integrato e interoperabile».
Grazie all’introduzione del “diritto d’uso” si dovrebbe mettere insieme tre qualità da assicurare:
- sostenibilità economica,
- certezza regolatoria
- equità di accesso ai servizi digitali
Al tempo stesso – si sostiene – risulterebbero valorizzati gli investimenti effettuati dall’ente e si sosterrebbe «l’evoluzione tecnologica della piattaforma a beneficio dell’efficienza, della trasparenza e della competitività del sistema portuale nel suo complesso».
Nel nome dell’esigenza di «garantire continuità operativa, certezza regolatoria e adeguati livelli di efficienza e sicurezza nelle attività portuali», il comitato di gestione si è espresso in merito a un articolato pacchetto di provvedimenti autorizzativi a favore di Gnv, Cin,MobyBY e Thermocar per l’anno 2026, relativi allo svolgimento delle operazioni e dei servizi portuali nel Porto di Genova da parte delle imprese autorizzate ai sensi dell’art. 16 della legge 84/1994».











