Gioia Tauro vola a 4,5 milioni di teu: è il record dei record

GIOIA TAURO. «Il record dei record». È la definizione che l’Authority di Gioia Tauro riserva ai risultati dell’annata 2025: il porto calabrese è andato a un niente da quota 4,5 milioni di teu (4.490.566, per l’esattezza): e questo – viene sottolineato – va «oltre ogni più rosea aspettativa» e rappresenta «una crescita complessiva di mezzo milione di teu in più rispetto al 2024». Con un aumento del 14%. Questo ne fa il porto numero uno a livello nazionale e lo posiziona fra calabrese, che si posiziona fra gli scali che a livello internazionale in tutto il Mediterraneo hanno fanno registrare le cifre più alte nella movimentazione di container.
Dal quartier generale dell’ente portuale ribadiscono che nel 2025 le banchine di Gioia Tauro hanno in questo modo dimostrato di «riuscire brillantemente a far fronte alle diverse sfide poste sia dal mercato sia dallo scenario politico globale: nonostante le difficoltà generate dalle conseguenze della direttiva europea Ets e dalla crisi del Mar Rosso, che avrebbero potuto determinare un cambio di rotta nella traiettoria dei traffici globali, il porto di Gioia Tauro ha retto. E ha, evidentemente, retto bene, abbattendo per la prima volta nella sua storia il muro dei quattro milioni».
È un risultato sul quale l’attuale presidente dell’istituzione portuale Paolo Piacenza, al timone dell’ente gioiese da agosto come commissario e da novembre come presidente, mette l’accento con giustificato orgoglio. Vale la pena di ricordare che tutto questo ha a che fare con il lavoro dei calabresi ma soprattutto di un “calabrese livornese”, cioè l’ammiraglio Andrea Agostinelli, che nei dieci anni in cui ha retto le sorti dello scalo gioiese i traffici sono balzati da 2,5 milioni di teu ai quasi 4 milioni dello scorso anno. Agostinelli ha passato la mano in luglio, quando già si intravedeva il probabile record.

L’ammiraglio livornese Andrea Agostinelli, per nove anni e otto mesi presidente dell’Authority di Gioia Tauro
Già a giugno i 2,2 milioni di teu costituivano un «aumento percentuale del 10,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente», come notava la Gazzetta Marittima a inizio luglio (qui il link all’articolo sul “primato di Agostinelli”). Poi da fine estate anche Piacenza ha premuto sull’acceleratore e a fine anno il risultato è uno dei più brillanti nella storia di questo porto che rappresenta un esempio di quel che potrebbe essere il Meridione.
Quattro milioni e mezzo di teu sono «un risultato straordinario», dice l’Authority di Gioia Tauro annunciando i dati sulla movimentazione. E questo mette in evidenza «la capacità dello scalo di incidere sulla buona riuscita della politica economica di import/export nazionale, essendo l’unica porta di ingresso per le mega-portacontainer che solcano le rotte transoceaniche per giungere in Italia». Del resto, Gioia Tauro – si afferma – ha in mano il 40% della movimentazione della merce internazionale nel mercato nazionale: lo si deve
- «alla profondità dei fondali (unici in Italia a 18 metri),
- alla sua alta infrastrutturazione
- e, non ultimo, alla centralità della sua posizione tra il canale di Suez e lo stretto di Gibilterra.
Gioia Tauro è «collegato a 120 porti nel mondo, di cui 60 nel Mediterraneo» e si è «confermato porto strategico per i suoi armatori di riferimento (Msc e Grimaldi), che hanno continuato a scegliere e a preferire lo scalo portuale gioiese». In nome della «vincente sinergia tra pubblico e privato», l’istituzione guidata da Paolo Piacenza ha insistito «con vigore» in una «politica di sviluppo a sostegno della sua infrastrutturazione, animata da alcuni interventi specificamente mirati ad assicurare una sempre maggiore capacità competitiva internazionale: tra questi, la realizzazione dei lavori di elettrificazione delle banchine (complessivamente 70 milioni di euro) e l’investimento finalizzato al dragaggio dei fondali (5 milioni di euro) che sta completando il relativo iter approvativo e consentirà di mantenere la profondità dei fondali a 18 metri, prerogativa dello scalo».

A sinistra: Paolo Piacenza, da agosto 2025 commissario dell’Autorità di Sistema di Gioia Tauro e da novembre presidente
Queste le parole del presidente Paolo Piacenza: «Il 2025 conferma la centralità del porto di Gioia Tauro nei traffici marittimi internazionali. L’intensa attività di programmazione infrastrutturale, definita per dare supporto all’ulteriore sviluppo dello scalo, investendo ingenti risorse senza interrompere nemmeno un giorno l’operatività del terminal a tutela della crescita e dell’occupazione, ha un duplice obiettivo: in primo luogo, confermare e incentivare la naturale vocazione dello scalo nel settore del “transhipment”, per scalare nuove posizioni di vertice nel circuito internazionale europeo e del Mediterraneo; nel contempo, assicurare una maggiore infrastrutturazione all’avanguardia, per stimolare la nascita di posti di lavori specializzati, con il chiaro obiettivo di fare di Gioia Tauro un polo intermodale di riferimento per l’intero Mezzogiorno».
Piacenza conclude con una sottolineatura in cui condivide il successo con «anche con i nostri terminalisti»: hanno dimostrato «un forte attaccamento allo scalo, definendo i propri piani di sviluppo attraverso importanti misure di investimento».











