Livorno capitale del mare: Salvetti lancia l’idea, Giani lo sostiene
La provincia labronica è fra le prime tre in Italia per la “blue economy”

Porto di Livorno visto dall’alto
LIVORNO. «Un vecchio pescatore livornese qualche anno fa mi disse che c’è un enorme differenza tra una città sul mare e una città di Mare». Il sindaco livornese Luca Salvetti, indipendente alla guida di una giunta di centrosinistra dal 2019, era partito da qui per lanciare la candidatura di Livorno come “capitale del mare 2026”, un riconoscimento nazionale istituito a partire da quest’anno: del resto, non è stato forse Livorno il palcoscenico della Biennale del mare e dell’acqua che con più di cento eventi ha contrassegnato la primavera scorsa fra riflessione ambientale, aspetti storico-culturali, musica, sport e intrattenimento?

Interno Acquario di Livorno
Adesso l’idea di Salvetti viene fatta propria dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani: «Livorno merita il titolo di capitale del mare». Aggiungendo: «La Regione Toscana, e io personalmente, sosteniamo con forza e convinzione questa candidatura. Lo faccio non soltanto perché la Regione è uno dei 21 enti ed istituzioni che insieme a numerosi partner privati hanno contribuito a redigere il programma di questa candidatura. Ma lo faccio anche pensando ai 400 anni di storia della città, al rapporto simbiotico che i suoi cittadini hanno con il mare, alla presenza di uno dei più importanti porti del Mediterraneo, agli intrecci, direi indissolubili, tra l’elemento acquatico e ogni aspetto dell’economia, della cultura e delle attività che si svolgono a Livorno».
Al di là di tutto questo c’è un altro doppio aspetto da mettere al centro. L’uno riguarda il fatto che negli ultimi anni si è strutturato fra Dogana d’Acqua, Villa Letizia e Scoglio della Regina un polo di istituti di ricerca che ha il mare come comune denominatore tech: dal punto di vista del numero di “cervelli” coinvolti vale quasi come una “fabbrica della ricerca”. L’altro è relativo al fatto che guardando alla “blue economy” – cioè all’intero ventaglio delle attività legate al mare dal trasporto marittimo agli yacht, dal turismo balneare alla pesca e alla ricerca marina – Livorno risulta stabilmente una delle prime tre province del Bel Paese per peso specifico rispetto al complesso dell’economia. E questo vale tanto per il numero delle imprese quanto per il totale degli addetti come pure per la ricchezza prodotta. Questo però vorrebbe dire che è l’intero territorio provinciale a esser coinvolto con una sequenza di tasselli del puzzle che hanno a che fare anche con Piombino e l’Elba, la più grande delle piccole isole italiane (Sardegna e Sicilia hanno una dimensione regionale e ovviamente fanno corsa a sé)
Il “governatore” toscano insiste sul fatto che la città labronica «merita il titolo di Capitale del mare per essere intimamente ed indissolubilmente legata al mare in tutti i suoi aspetti». Lo ripete spiegando che Livorno «dal mare ha tratto carattere, collegamenti internazionali, capacità di apertura sociale e culturale. In una parola, forza e storia. Una forza e una storia che adesso è pronta, grazie al notevole e ricco programma che accompagna la sua candidatura, a mettere a disposizione della Toscana e di tutta l’Italia, fiera di poter proporre questa sua originalità se verrà premiata con l’ambito titolo». La conclusione è da “tifoso”: «Forza Livorno! Tutta la Toscana è con te».
Tornando all’immagine del pescatore, il sindaco Salvetti aveva affidato ai social il senso di quel che c’è dietro il distinguo fra città sul mare e città di mare: «Da una parte, c’è una semplice collocazione geografica che potrebbe non coincidere con vocazione, spirito e storie da raccontare; dall’altra, invece ci sono l’identità, la cultura, l’economia e la vita quotidiana che nascono e si strutturano intorno al mare ne traggono forza, opportunità e possibilità di sviluppo.
«Quel vecchio pescatore – dice – aveva ragione, mi raccontava di un legame potente e indissolubile che da secoli condiziona la vita, il lavoro e le prospettive di ogni singolo cittadino livornese». Salvetti coglie la palla al balzo per lanciare, in nome di «una condizione dell’animo», qualcosa che potrebbe diventare una sorta di hashtag di quest’attitudine marittimo-marino-marinara di Livorno: qui «rimbomba forte un “Battitoltremare”».











