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PARLA WEBFLEET

Flotte di veicoli, digitalizzare significa ottimizzare e dunque risparmiare

Di Blasio: grazie ai dati si arriva alla manutenzione predittiva

Maurizio di Blasio, Senior Sales Engineer di Webfleet

MILANO. Uno: l’aumento dei costi. Due: la pressione crescente sui margini di guadagno. Tre: l’evoluzione dei requisiti normativi, sempre più esigenti e restrittivi. Questo tris di elementi sono i fronti caldissimi con cui le flotte di veicoli dovranno fare i conti nel 2026. È l’analisi che arriva da Webfleet, la soluzione Bridgestone per la gestione del parco veicoli.

In testa, inutile dirlo, c’è la capacità di controllo dei costi come bussola per le decisioni. Ma intesa in senso al passo con i tempi (e con le nuove tecnologie digitali): «La trasparenza operativa permessa dall’analisi dei dati digitali, la manutenzione predittiva e i processi automatizzati – viene fatto rilevare – stanno acquisendo sempre più importanza perché hanno un impatto diretto sui costi operativi e sull’efficienza delle operazioni aziendali e sui trasporti».

In effetti, solo se i viaggi, i tempi di fermo dei veicoli e i modelli di utilizzo sono tracciabili è possibile  influenzare efficacemente i costi. «Il vantaggio principale sta nel rendere visibile ciò che accade realmente nella flotta», dice l’ingegner Maurizio Di Blasio (Webfleet). «Molti fattori di costo, come ad esempio il tempo di sosta presso la sede del cliente, rimangono nascosti senza avere dei dati a disposizione». Tutto questo fa capire che il “valore economico aggiunto” delle soluzioni digitali aumenta significativamente grazie alla loro integrazione nei processi operativi.

Il passaggio decisivo è l’integrazione che elimina le difficoltà di comunicazione (e di valutazione complessiva) quando pianificazione, manutenzione, controllo e acquisti non hanno fra l’uno e l’altro i tempi morti e le barriere dei processi gestiti in modo manuale. In tal modo le piattaforme integrate – si evidenzia – «forniscono automaticamente le informazioni ovunque siano necessarie».

Gli esperti di Webfleet indicano che «la combinazione di trasparenza e integrazione dei processi produce risultati misurabili». Esempi? Una riduzione del “costo totale di proprietà”, minori tempi di inattività imprevisti, pianificazione più efficiente degli interventi, maggiore produttività «sia per i veicoli che per i dipendenti». Risultato: la digitalizzazione si evolve ed esce dal recinto dell’ambito puramente tech per salire al rango di “elemento  chiave per il business”.

Anche la sostenibilità è tema centrale nella gestione della flotta. Non è una questione di immagine: ogni viaggio evitato riduce il consumo di risorse. Con una battuta: «Il chilometro che non si percorre è il più ecologico», afferma Di Blasio. La pianificazione digitale dei percorsi e degli interventi – affermano dal quartier generale di Webfleet – aiuta a «evitare ingorghi, ridurre i viaggi a vuoto e utilizzare i veicoli in modo più efficiente».

È all’interno di questo scenario – ma anche sotto il profilo della prospettiva economica – che elettrificare la flotta rimane un tema importante. È ancora Di Blasio a parlare: «Il semplice passaggio dal diesel all’elettrico non è sufficiente. L’infrastruttura determina la sostenibilità finanziaria della mobilità elettrica. Il maggiore potenziale di risparmio risiede nella ricarica effettuata presso le strutture aziendali invece che nella rete di ricarica pubblica». Attualmente, i processi per la creazione di una capacità di ricarica interna sono spesso lunghi, in parte a causa della crescente domanda. La questione è sempre la stessa: «La mancanza di infrastrutture di ricarica, gli elevati costi di acquisizione e la riluttanza a investire continuano a ostacolare la transizione». E il risultato resta principalmente uno: «Le aziende stanno optando per prolungare la durata di vita dei veicoli esistenti».

Ma questo porta con sé, se vogliamo tenere i veicoli in uno stato operativo ottimale, l’importanza della manutenzione predittiva. Come dire: analizzando i dati del veicolo e quelli operativi, grazie al supporto dell’intelligenza artificiale, è possibile identificare tempestivamente le esigenze di manutenzione e pianificarle in modo efficace. L’ingegnere di Webfleet ricorda: «Ogni intervento di manutenzione ha un costo: una manutenzione non necessaria causa tempi di fermo mentre se fatta in modo ritardato può essere ancora più costosa». C’è bisogno di individuare il momento ottimale per svolgere gli interventi e garantire la disponibilità del veicolo: la pianificazione della manutenzione dei veicoli, l’elaborazione digitale delle richieste assicurative e lo scambio continuo di dati tra i sistemi – questa una delle sottolineature del dossier – alleggeriscono il carico di lavoro degli operatori (e perciò riducono i costi amministrativi).

A giudizio di Di Blasio, le soluzioni digitali per le flotte hanno un impatto misurabile sui costi: parla di «risparmi dall’8 al 10% agendo sul comportamento alla guida». Non è tutto: si lavora meglio perché «le attività routinarie vengono eliminate e la pianificazione diventa più affidabile».

Pubblicato il
29 Gennaio 2026

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