C’era una volta il magico mondo della vera vela da lunga crociera
Nel raccinto di Massimo Cerracchio dolce amarcord d'avventura a bordo d'un Samurai

La copertina del libro scritto da Massimo Cerracchio, “Obiettivo Spitsbergen” edito da Il Frangente
(Massimo Cerracchio, “Obiettivo Spitzberger”, edizioni Il Frangente)
Pilota militare da caccia e poi dell’Alitalia, l’autore ci racconta, in modo piano e comprensibile anche ai profani, la serie delle sue importanti “crociere” anche atlantiche, sia verso i Caraibi che verso il circolo polare Artico, con una barchetta a vela di circa 7 metri, un Samurai.
Premetto: sia il Samurai, cabinatino francese che oltre mezzo secolo fa era nei sogni di tanti noi, sia la voglia di lunghe veleggiate, di scoprire e scoprire se stessi, riaccendono da questo libro ricordi ma anche pensieri e valori di un’altra epoca.
Agli inizi degli anni ’70 il mondo dei giovani era totalmente diverso da quello di oggi. Dimenticate le tragedie della guerra mondiale, stava cominciando un boom economico che non sapevamo di vivere, ma che ci avrebbe accompagnato ed aiutato nei sogni. Cerracchio per di più aveva una preparazione professionale per la navigazione, da pilota di aerei, sapeva usare i primi strumenti elettronici, anche se per fare il punto preferiva ancora il “magico” sestante (croce e delizia di tanti di noi) e inoltre non navigava da solo, ma per le sue imprese aveva sempre una qualche deliziosa compagna d’avventura (e di cuccetta).
In sostanza: l’autore ci riporta nei magici anni della vera vela da lunga crociera, confermando il vecchio detto che non conta tanto la barca quanto l’uomo (meglio ancora se ben accompagnato).
Un libro da leggere con calma e con piacere, anche da parte di vecchi velisti che dovranno esser capaci di respingere gli attacchi di nostalgia e di invidia. (A.F.)











