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L'INDUSTRIA DELLE ARMI

Maxi-commessa di siluri per la Wass di Livorno: dopo gli indiani, ora i sauditi

Ordine da oltre 200 milioni di euro: il senso di Fincantieri per il Regno di Riyadh

La presentazione dell’ìintesa fra Wass (gruppo Fincantieri) e autorità saudite al “World Defence Show” in corso a Riyadh in questi giorni

RIYADH (Arabia Saudita). Dopo la maxi-commessa arrivata poche settimane fa dalla Marina militare indiana, lo stabilimento livornese di Wass fa il bis con un altro ordine per una cifra di grande rilievo riguardante la fornitura di siluri: stavolta porta la firma del Regno dell’Arabia Saudita, in particolare del ministero della difesa saudita. Il programma prevede consegne «tra il 2029 e il 2030».

Se le autorità militari indiane avevano chiesto siluri pesanti “Black Shark Advanced” (Bsa) per destinarli ai sei sommergibili classe Scorpène in servizio presso la flotta di New Delhi, il ministero saudita ha commissionato la fornitura di siluri leggeri Mu90 alla Wass Submarine System, che nella galassia del colosso pubblico Fincantieri si occupa di progettazione e  sviluppo di sistemi avanzati per la difesa subacquea.

Stiamo parlando anche in questo caso di una cifra record: «superiore ai 200 milioni di euro», dicono dal quartier generale di Fincantieri. Lo ripetono spiegando che l’accordo rappresenta «il più grande contratto nei 150 anni di storia di Wass e segna un nuovo record in termini di acquisizioni dopo quello recentemente siglato con la Marina Indiana».

Un ordinativo di questa portata è di per sé l’indizio di quanto sia cambiato il mercato delle produzioni industriali: la spinta al riarmo è tale (e la capacità di spesa delle autorità statali è talmente ragguardevole) che non esistono paragoni nel mercato civile. Qui si parla di una commessa da mettere in produzione con una programmazione che guarda al 2029-2030 (così come le consegne per i siluri ordinati dalle autorità militari indiane sono state schedulate fra il 2028 e il 2030). Non esiste niente di simile in altri tipi di industria civile: una tale copertura degli anni a venire con ordinativi già firmati non ce l’ha neanche un big come Azimut Benetti, numero uno al mondo fra i produttori di superyacht da un quarto di secolo, per 25 volte consecutive nelle classifiche internazionali di settore. Anche senza avventuarci in orizzonti geopolitici, è evidente che stia proprio cambiando la bussola del sistema economico: giusto a Livorno niente lo dice meglio del caso dello stabilimento Pierburg, che non va affatto male e non ha altro problema se non la decisione strategica della capogruppo Rheimetall di puntare tutto sull’industria degli armamenti e disfarsi delle produzioni civili mettendo in vendita quel settore.

L’ingresso di Wass in via del Levante a Livorno

Ma torniamo adesso all’accordo sui siluri ai sauditi. Rendendolo noto, la capogruppo Fincantieri – industria con una forte identità nella navalmeccanica civile ma anche con altrettanto rilevante impegno in produzioni militari – spiega che il siluro Mu90 appartiene alla «terza generazione di siluri leggeri (Lwt)» ed è «già in servizio presso la Marina Militare e oltre dieci marine militari internazionali». È stato «progettato e realizzato con tecnologie all’avanguardia» ed  è concepito per «rispondere a qualsiasi esigenza operativa, in ogni scenario e ambiente», affrontando anche «le missioni di guerra anti-sommergibile più complesse». A quanto viene riferito, il siluro Mu90 viene presentato come «un prodotto di punta nel settore della difesa subacquea»: a ciò si aggiunga che può essere «impiegato da una vasta gamma di piattaforme»: come navi, aerei o elicotteri. È da specificare che, a parte quanto detto per i siluri, il contratto con i sauditi comprende anche «un pacchetto di servizi di supporto logistico per la Royal Saudi Naval Force».

Da Fincantieri riferiscono che la firma del contratto è stata annunciata durante uno dei principali appuntamenti internazionali per l’industria della difesa e degli armamenti, il “World Defence Show” in corso in questi giorni a Riyadh: protagonisti Andrea Adorni amministratore delegato di Wass, e Ibrahim bin Ahmed al-Suwayed, viceministro per gli armamenti e gli approvvigionamenti del ministero della difesa del Regno dell’Arabia Saudita; erano presenti alla firma anche Khalid Bin Hussien AlBayari, assistente del ministro della difesa per gli affari esecutivi, e l’amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri, Pierroberto Folgiero.

Da parte della casa-madre si mette in rilievo che questo è il primo ordine siglato da Wass direttamente con il ministero della difesa del Regno dell’Arabia Saudita: Fincantieri ritiene strategico nella sua visione il mercato saudita  e tiene a sottolineare il fatto che questa commessa «apre la strada a future sinergie commerciali», come viene rimarcato nella nota ufficiale. Peraltro, non è la prima volta che Fincantieri mette in vetrina il proprio interesse per il mondo saudita: l’intesa sui siluri viene presentata come «un traguardo fondamentale nell’espansione del gruppo nel regno saudita e consolida ulteriormente il suo posizionamento strategico nel Paese».

A tal riguardo, viene citato il fatto che, «dopo l’apertura (nel 2024) di Fincantieri Arabia for Naval Services a Riyadh, il gruppo ha rafforzato la propria presenza regionale, confermando il proprio impegno di lungo periodo». La maxi-commessa è vista in tandem con una lunga fase di attenzione: si pensi alle collaborazioni in corso con «primarie istituzioni saudite, tra cui la Saudi Red Sea Authority (Srsa) e la King Abdullah University of Science and Technology (Kaust), che ribadiscono il ruolo di Fincantieri come partner di riferimento per lo sviluppo delle capacità marittime e industriali del regno saudita».

DALL’ARCHIVIO: qui il link all’articolo della Gazzetta Marittima in cui si annuncia la commessa da 200 milioni di euro della Marina militare indiana a Wass (gruppo Fincantieri)

Queste le parole di Pierroberto Folgiero, amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri: «Questo contratto rappresenta un traguardo di particolare rilevanza per Wass e per l’intero gruppo Fincantieri: conferma l’eccellenza tecnologica e l’affidabilità dei nostri sistemi subacquei, oltre alla nostra capacità di operare come partner di riferimento in programmi di difesa altamente strategici e complessi». In tal modo – avverte – si «rafforza concretamente la nostra presenza industriale in Arabia Saudita, mercato chiave per il gruppo, e testimonia l’impegno di lungo periodo nel supportare lo sviluppo delle future capacità navali del Regno attraverso soluzioni avanzate, cooperazione industriale e una presenza locale strutturata».

M.Z.

Pubblicato il
10 Febbraio 2026
di M.Z.

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