L’odissea della piccola nautica: finché la barca “non” va…
Cosa accade se noi del naviglio minore siamo quasi guardati male

L’assemblea della Lni a Manfredonia
NAPOLI. La nautica da diporto, escludendo il settore dei grandi yacht (che tra l’altro difficilmente battono bandiera italiana), sta confermando il periodo difficile: sia dalla netta caduta di adesioni e visitatori al recente “NauticSud” di Napoli, sia dai vari incontri di settore, come di recente con la Lni a Manfredonia sulla sicurezza della navigazione.
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Partiamo da Manfredonia. Il dibattito si è svolto sulla base della disamina delle dotazioni di sicurezza obbligatorie e raccomandate, con le nuove norme che introducono requisiti più stringenti ma anche alcune semplificazioni tecnologiche: pensate secondo il legislatore per facilitarne il rispetto. II comandante della locale Capitaneria cv Pepe ha posto sull’importanza dei comportamenti prudenti da parte dei diportisti, come la pianificazione delle navigazioni, la gestione delle emergenze, il rispetto dei limiti di velocità e delle indicazioni di sicurezza, l’uso corretto delle comunicazioni radio. Un lungo rapporto, indubbiamente utile e chiarificatore, con solo una notazione (negativa da parte del sottoscritto, in base alle foto della sala) la quasi totale assenza di giovani. Riflessione: resistiamo in barca solo noi diversamente giovani, o le nuove leve sanno già tutto?
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Dal “NauticSud” arriva poi un segnale che sa di emergenza: meno espositori, meno visitatori, meno vendite. Tanto che l’organizzazione ha deciso di spostare la data del salone a ottobre, abbandonando quella storica di febbraio. Motivo ufficiale: dare più tempo ai cantieri di programmare la produzione per la stagione successiva. Motivo più o meno altrettanto reale: l’impegno di forzare la mano agli enti locali, Regioni, Province e Comuni, per creare posti barca da naviglio minore, oggi pochi e disputati a peso d’oro. Tra gli spunti polemici emersi è che la piccola nautica, quella dei natanti, ha scarsa attenzione rispetto ai grandi e lussuosi “marinas” che invece continuano a moltiplicarsi, ma tagliando a volte ferocemente ogni servizio anche per le barchette. E come se, in campo automobilistico, si moltiplicassero i servizi stradali per le Ferrari e le Maserati ma non si trovasse un buco per parcheggiare una Panda.
(A.F.)











