Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti
L’ANALISI

L’odissea della piccola nautica: finché la barca “non” va…

Cosa accade se noi del naviglio minore siamo quasi guardati male

L’assemblea della Lni a Manfredonia

NAPOLI. La nautica da diporto, escludendo il settore dei grandi yacht (che tra l’altro difficilmente battono bandiera italiana), sta confermando il periodo difficile: sia dalla netta caduta di adesioni e visitatori al recente “NauticSud” di Napoli, sia dai vari incontri di settore, come di recente con la Lni a Manfredonia sulla sicurezza della navigazione.

*

Partiamo da Manfredonia. Il dibattito si è svolto sulla base della disamina delle dotazioni di sicurezza obbligatorie e raccomandate, con le nuove norme che introducono requisiti più stringenti ma anche alcune semplificazioni tecnologiche: pensate secondo il legislatore per facilitarne il rispetto. II comandante della locale Capitaneria cv Pepe ha posto sull’importanza dei comportamenti prudenti da parte dei diportisti, come la pianificazione delle navigazioni, la gestione delle emergenze, il rispetto dei limiti di velocità e delle indicazioni di sicurezza, l’uso corretto delle comunicazioni radio. Un lungo rapporto, indubbiamente utile e chiarificatore, con solo una notazione (negativa da parte del sottoscritto, in base alle foto della sala) la quasi totale assenza di giovani. Riflessione: resistiamo in barca solo noi diversamente giovani, o le nuove leve sanno già tutto?

*

Dal “NauticSud” arriva poi un segnale che sa di emergenza: meno espositori, meno visitatori, meno vendite. Tanto che l’organizzazione ha deciso di spostare la data del salone a ottobre, abbandonando quella storica di febbraio. Motivo ufficiale: dare più tempo ai cantieri di programmare la produzione per la stagione successiva. Motivo più o meno altrettanto reale: l’impegno di forzare la mano agli enti locali, Regioni, Province e Comuni, per creare posti barca da naviglio minore, oggi pochi e disputati a peso d’oro. Tra gli spunti polemici emersi è che la piccola nautica, quella dei natanti, ha scarsa attenzione rispetto ai grandi e lussuosi “marinas” che invece continuano a moltiplicarsi, ma tagliando a volte ferocemente ogni servizio anche per le barchette. E come se, in campo automobilistico, si moltiplicassero i servizi stradali per le Ferrari e le Maserati ma non si trovasse un buco per parcheggiare una Panda.

(A.F.)

Pubblicato il
16 Febbraio 2026
di A.F.

Potrebbe interessarti

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio