Dogane e Finanza sequestrano 1.400 bidoni di gas irregolari nel porto di Venezia
Sono ritenuti a rischio per gli effetti sul clima, valore commerciale 460mila euro

Guardia di Finanza, Agenzia Dogane sequestro gas irregolari nel porto di Venezia
VENEZIA. A poche ore da quando all’aeroporto triestino di Ronchi dei Legionari un passeggero sloveno proveniente dall’India è stato trovato in possesso di 1.400 bustine di un farmaco contenente Sildenafil (utilizzato contro la disfunzione sessuale maschile ma privo di ogni autorizzazione), il personale dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli (Adm) e quello della Guardia di Finanza, stavolta a Venezia e nella vigilanza portuale, hanno scovato 1.400 bidoni di gas refrigerante di contrabbando (segnatamente: 1.100 di gas R134A più 300 di gas R410A) che era stato introdotto irregolarmente nel territorio dell’Unione Europea.
Da un primo accertamento sul carico è balzato agli occhi che quei bidoni contenevano gas refrigeranti appartenenti alla categoria dei gas fluorurati: si tratta di sostanze particolarmente delicate, che sono soggette a rigorosi vincoli normativi in materia di importazione, sicurezza e tutela ambientale. Ne è stato disposto il sequestro.
Nel 2024 l’Unione Europea ha emanato un regolamento che rafforza il sistema di controllo sui Hfc (idrofluorocarburi) in quanto «gas ad elevato potenziale climatico». L’équipe che ha condotto l’operazione mette in risalto che i bidoni sequestrati hanno un valore commerciale di quasi mezzo milione di euro (oltre 460mila euro) e che la normativa europea ha introdotto «limiti più stringenti, obblighi di tracciabilità e severe restrizioni all’immissione sul mercato» di questi tipi di prodotti che contengono refrigeranti ad alto potenziale di riscaldamento globale.
L’operazione – viene fatto rilevare – conferma «l’efficacia della cooperazione operativa tra Agenzia Dogane e Guardia di Finanza «nel contrasto ai traffici illeciti e nella protezione dell’ambiente, del mercato e dei consumatori».











