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FAI CONFTRASPORTO

Uggè: guai se gli attacchi nel Golfo diventano la scusa per rincarare i prezzi dei carburanti

Il leader dell’autotrasporto invita le imprese a segnalare eventuali aumenti anomali

Paolo Uggè storico leader degli autotrasportatori e presidente Fai

ROMA. Guai se i venti di guerra nell’area del Golfo si trasformano in «alibi per aumenti ingiustificati dei prezzi dei carburanti». Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente sono «un fatto grave e nessuno intende sottovalutare i rischi e le possibili ripercussioni sui mercati energetici» ma Paolo Uggè, storico leader dell’autotrasporto made in Italy e ora presidente di Fai-Conftrasporto, rileva preoccupato che «fin da ieri si è iniziato a parlare di carenze già in atto e, in alcuni casi, si sono subito riversati sui listini rialzi preventivi». Aggiungendo poi: «Il differenziale di prezzo del petrolio è raddoppiato rispetto a poche settimane fa. Sono meccanismi che possono aprire la strada a dinamiche speculative».

La federazione dell’autotrasporto (Fai) promette che «la vigilanza sarà massima». Anzi, Uggè chiede alle varie articolazioni territoriali della propria organizzazione e anche la galassia delle imprese a «segnalarci tempestivamente eventuali anomalie: se fondate e documentate, saranno immediatamente trasmesse alle Autorità competenti per le opportune verifiche».

A giudizio del presidente di Fai-Conftrasporto, le logiche del libero mercato vanno rispettate ma – rincara – non possono essere «piegate a pratiche scorrette che danneggiano imprese e cittadini». Da Uggè arriva un altolà ai giochetti sui rincari: «Le tensioni internazionali non possono trasformarsi in un’occasione per speculare sul sistema produttivo e sui consumatori».

Pubblicato il
3 Marzo 2026

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