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CARO GASOLIO

Artigiani Cna: impossibile viaggiare senza adeguare le tariffe ai rincari choc

«Impatto pesante sui trasporti sia merci che passeggeri, e oltretutto il porto rallenta»  

Pasquale Scalesia (Cna Livorno settore trasporto persone)

LIVORNO. I rincari dei carburanti gonfiano le tasche degli speculatori (che ovviamente quel petrolio l’hanno acquistato mesi fa senza aumenti) e li paghiamo noi operatori di trasporto perché ovviamente non erano prevedibili e «hanno sconvolto qualsiasi preventivo o tariffa siano stati fatti precedentemente alla guerra nel Medio Oriente». Il grido di dolore arriva dagli artigiani Cna livornesi: in tandem perché lo lanciano sia  Massimo Angioli, alla guida dell’organizzazione Cna del trasporto merci, sia Pasquale Scalesia, dal fronte del trasporto persone. L’uno e l’altro sottolineano che si parla di cifre veramente importanti: «impattano con forza sull’economia del trasporto su gomma sia delle merci (che siano TIR o corrieri) sia delle persone (bus o ncc)». Lo ripetono per spiegare che,  «con il gasolio schizzato sopra i 2 euro in pochissimi giorni, è impossibile andare avanti senza adeguare le tariffe ai progressivi aumenti», o si fa così o «si rischia il blocco dell’operatività».

È indispensabile scongiurare questo pericolo: «sarebbe drammatico perché l’economia che viaggia su gomma di fatto si bloccherebbe». Le imprese artigiane raggruppate sotto le insegne dell’artigianato Cna insieme ad altre associazioni del trasporto hannp chiesto misure precise, soprattutto nel settore merci quali:

  • la possibilità di utilizzare immediatamente il rimborso trimestrale delle accise, senza dover attendere il silenzio-assenso dei 60 giorni per utilizzare il credito spettante;
  • la sospensione temporanea dei versamenti fiscali, previdenziali, contributivi per affrontare una situazione emergenziale e dare liquidità immediata alle imprese;
  • un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta per compensare i maggiori costi sostenuti negli acquisti dei carburanti, come già avvenuto per la guerra russo-ucraina;
  • l’adeguamento del costo carburante nei valori indicativi dei costi di esercizio che devono essere aggiornati dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti («e sono cogenti nei contratti in forma non scritta»);
  • la valorizzazione della clausola del “fuel surcharge” quale «elemento indispensabile nei contratti scritti, pena la nullità del contratto»;
  • il proseguimento del tavolo di confronto per monitorare la situazione emergenziale con il coinvolgimento di Mr. Prezzi e degli altri ministeri competenti.

«I contraccolpi della guerra – avvisa Angioli – si sentono anche sul versante del calo dei traffici merci in porto: è un motivo in più per sperare che il conflitto cessi il prima possibile. Nel frattempo per non fermarsi o viaggiare in rimessa, le aziende di trasporto dovranno adeguare le proprie tariffe agli aumenti del gasolio».

Massimo Angioli (Cna Livorno settore trasporto merci)

Pubblicato il
14 Marzo 2026

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