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PARLA FORMENTI

«I canoni demaniali marittimi non devono essere decisivi nello scegliere il concessionario»

Confindustria Nautica: il ministero ci dà ascolto, lo facciano anche le Regioni

Piero Formenti, presidente Confindustria Nautica

ROMA. I canoni demaniali marittimi non possono essere decisivi nella scelta del concessionario. A sottolinearlo è Confindustria Nautica, secondo la quale il ministero delle infrastrutture ha accolto le sue richieste in una nota diramata a firma di Donato Liguori, direttore generale del settore porti, logistica e intermodalità, con la quale – viene messo in evidenza – si indicano «le linee per un’applicazione uniforme del quadro normativo in materia di concessioni demaniali marittime, evitando prassi interpretative idonee di fatto ad alterarne l’impianto».

L’organizzazione di categoria tiene a ribadire che l’impostazione del ministero interviene sul ruolo della misura del canone nell’ambito dei procedimenti di affidamento delle concessioni demaniali marittime nell’ambito delle Autorità di Sistema Portuale: lo fa – si rimarca – rilevando come il quadro regolatorio non gli assegna un ruolo preponderante. Semmai «valorizza una serie di elementi per misurare la proficua utilizzazione del bene demaniale, al fine di determinare il migliore uso possibile per perseguire tutti gli interessi pubblici in gioco, quali, tra gli altri: la qualità degli impianti, dei manufatti e delle strutture da asservire alla concessione; l’offerta di servizi; l’esperienza tecnica e professionale dell’offerente».

L’intenzione del legislatore – si avverte nella nota – è quella di «inserire questa valutazione nell’ambito dell’esercizio delle funzioni di governo del territorio e amministrazione del demanio marittimo». Insomma, l’utilizzo del canone quale criterio preponderante produrrebbe «il rischio di effetti distorsivi e potenzialmente speculativi, oltre che non assicurare la proficua valorizzazione del bene del demanio marittimo, fine ultimo di ogni procedura selettiva».

Così il commento del presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti che ringrazia il ministero delle infrastrutture: «È un primo passo che viene incontro alle nostre richieste. Esclude che dopo la presentazione di un piano economico finanziario per la realizzazione dell’opera portuale, che evidentemente ingloba il valore del canone, si possa procedere a rialzi nella scelta dell’affidatario. Tuttavia chiediamo che le Regioni si conformino a questo primo orientamento e che sia confermata l’esclusione del canone dai criteri di gara».

Pubblicato il
31 Marzo 2026

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