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LA STORIA

Tonni e squali, siamo in stagione: il “santuario blu” fra le isole toscane

Ted, la passione per la traina dal gozzo e cos’è cambiato nel “mare nostrum”

Ted, 14 anni, mostra due tonni pescati a largo dell’Elba

LIVORNO. Ted ha quattordici anni, l’occhio vispo e la passione della pesca trasmessa dal padre e dal nonno, entrambi pescasub. Però Ted privilegia la traina dal gozzo o dal gommone e nei giorni scordi, battendo le aree a nord della Gorgona verso Capo Corso, ha “incrociato” la rotta dei tonni: quella che un tempo sfiorava l’Elba e la Capraia dopo essere stata decimata dalle tonnare siciliane, ed oggi si è spostata decisamente più a ovest. La testimonianza della foto è significativa: due tonnetti presi del giro di quattro ore di traina, con altrettanti forse di taglia ancora maggiore catturati la mattina dopo.

Insieme al padre, Ted ha visto dalla barca aggallare  anche tonni di rispettabilissima taglia: e più lontano, le evoluzioni in aria dei pescispada che a fianco dei tonni seguono i banchi di sardine diretti verso la costa ligure sopra capo Corso, un tempo santuario indiscusso anche delle balene.

La notizia dello squalo  Mako che ha abboccato all’esca di due pescatori ad Antignano non sorprende gli appassionati: un mese fa sono state trovate dai pescatori di Capraia uova di squalo tra le posidonie e il passaggio dei tonnetti che seguono le sardine segna anche il richiamo degli squali più o meno grandi che a loro volta danno la caccia ai tonni. È il meccanismo della natura.

Pubblicato il
18 Giugno 2026
di A.F.

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