Alta Velocità in Veneto, passi in avanti per la Verona-Padova
L’ammodernamento della grande direttrice trasversale da Milano a Venezia

La sede del ministero delle infrastrutture, Piazzale di Porta Pia
ROMA. La linea ferroviaria dell’Alta Velocità/Alta Capacità fra Verona e Padova fa un passo avanti: sono state completate le opere civili, l’armamento ferroviario e l’attrezzaggio tecnologico del primo lotto, quello fra Verona e Bivio Vicenza. Ne dà l’annuncio il ministero delle infrastrutture segnalando che «il traguardo previsto dal Pnrr è stato raggiunto entro il 30 giugno scorso» e adesso sono in corso «le prove, le verifiche e i collaudi propedeutici all’attivazione della tratta». È stata messa in calendario per il prossimo anno: stiamo parlando di un intervento che, per «un valore complessivo di 3,4 miliardi di euro», comprende «oltre 44 chilometri di nuova linea», oltre al rifacimento di «circa sette chilometri della linea storica».

La stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova
In parallelo, sempre secondo le informazioni in arrivo dal dicastero romano, sono arrivati a «un avanzamento pari al 24%» i lavori per l’attraversamento ferroviario di Vicenza, «interamente finanziati per circa 2,2 miliardi di euro». Di cosa si tratta? Sono in ballo «il riassetto della stazione ferroviaria, il nuovo fascio merci, interventi sulla viabilità e sul sistema idraulico», oltre a una nuova linea di trasporto pubblico locale sulla direttrice est-ovest.
In questa carrellata dedicata al Veneto occidentale, quanto al terzo lotto Vicenza-Padova, circa 26 chilometri, è stato dato l’annuncio che «è stata finanziata con 25 milioni di euro la progettazione definitiva». Al termine della fase progettuale potrà essere avviato l’iter autorizzativo.
Dal quartier generale del ministero viene messo in evidenza che l’asse fra Verona e Padova costituisce «una parte strategica della direttrice Alta Velocità/Alta Capacità Brescia-Verona-Vicenza-Padova e del Corridoio europeo Ten-T Mediterraneo». Una volta ultimata l’opera, si avrà un aumento della capacità e della regolarità della circolazione, senza contare – viene ribadito – che, da un lato, si libereranno spazi sulla linea storica a beneficio del trasporto regionale e, dall’altro, si ridurranno i tempi di percorrenza lungo l’asse Milano-Venezia.











