Cybersicurezza dei porti, Trieste capofila di un’alleanza italo-croata
Consalvo (Authority): abbiamo in corso per oltre 2 milioni di euro

L’applicazione delle nuove tecnologie nella sicurezza del porto di Trieste
TRIESTE. «Con questo nuovo progetto il porto di Trieste supera i 2 milioni di euro di investimenti dedicati alla cybersicurezza». Il conto lo fa il presidente dell’Authority triestina Marco Consalvo annunciando che l’istituzione del Mare Adriatico Orientale coordinerà come capofila il progetto “Shieldport”. Bidget complessivo di circa 1,37 milioni di euro, è l’unico progetto dedicato alla cybersicurezza dei porti relativo al terzo bando del Programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027. Al porto di Trieste – viene fatto rilevare – sono assegnati 222mila euro, «interamente coperti da fondi europei e nazionali, senza alcun onere per il bilancio dell’ente».

Marco Consalvo, presidente Authority di Trieste
“Shieldport” si affianca al progetto “Podres”, finanziato con 1,5 milioni di euro nell’ambito del Pnrr attraverso l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, e a “Cresport”, finanziato con 368mila euro nell’ambito del Programma Interreg Italia-Croazia e dedicato alla protezione dei sistemi digitali degli scali dell’Adriatico.
Con “Shieldport” stiamo parlando di una iniziatva che, con la regia triestina, coinvolge sette autorità portuali italiane e croate. Scopo: rafforzare la sicurezza delle infrastrutture strategiche dell’Adriatico attraverso un approccio integrato alla protezione dei sistemi fisici e digitali. Secondo quanto resi noto, toccherà all’Authority giuliana tirare le fila del partenariato internazionale, con «la definizione di una strategia comune e lo sviluppo di strumenti condivisi per prevenire e gestire i rischi cyber negli scali coinvolti». Più nello specifico, le attività comprenderanno
- l’analisi delle vulnerabilità,
- la formazione del personale,
- esercitazioni congiunte,
- la sperimentazione di soluzioni tecnologiche innovative.
La cybersicurezza è «un fattore decisivo di competitività», dice Consalvo: «Investire nella tutela delle infrastrutture e dei sistemi informatici significa rendere lo scalo sempre più affidabile e attrattivo per gli operatori e per le grandi catene logistiche internazionali».











