Sequestrati dalla Guardia Costiera due chilometri di trappole per polpi
L’intervento all’ingresso dell’approdo turistico di Vada

Le trappole per polpi sequestrate dalla Guardia Costiera di Vada
VADA (Livorno). Due chilometri di trappole per polpi e nasse sono stati sequestrati dai militari della Guardia Costiera di Vada, sotto il coordinamento del Centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Livorno: erano stati collocati nelle acque davanti all’approdo turistico vadese. L’attrezzo da pesca era stato posizionato da qualcuno lungo la rotta d’ingresso e uscita dell’approdo creando «anche un serio pericolo per la navigazione», come viene sottolineato. Non è tutto: le trappole erano «prive di idonea segnalazione», risultavano «impiegate in zona non consentita» e in «un periodo (dal 15 luglio al 15 agosto) in cui ne è vietato l’utilizzo».
La segnalazione era arrivata da un diportista in transito: è scattato l’intervento di recupero e grazie alla collaborazione fornita da un motopesca locale, l’attrezzo e le nasse ad esso collegate «sono stati rimossi e posti sotto sequestro».
«Questo intervento – afferma il comandante dell’Ufficio locale marittimo di Vada, il primo maresciallo Maurizio Perullo – ha permesso non solo di preservare la specie ittica tutelata durante il periodo di fermo biologico, ma anche di garantire la sicurezza della navigazione nel corso della piena affluenza balneare e diportistica».
L’operazione – viene fatto rilevare – rientra nelle attività di vigilanza e controllo lungo l’intera filiera della pesca, per le quali il Corpo delle Capitanerie di porto Guardia Costiera opera alle dipendenze funzionali del ministero dell’agricoltura. Vale la pena di ricordare che per ogni emergenza in mare il riferimento è il Numero Unico Emergenza 112 o il 1530, attraverso i quali la richiesta viene inoltrata alla struttura competente della Guardia Costiera.












