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INDUSTRIA E INNOVAZIONE

La pelle cambia pelle: con l’ultratech dei cristalli (quasi) senza spessore

BeDimensional e Dermacolor portano i nuovi materiali alla superfiera

La sede di Dernacolor a Castelfranco di Sotto in provincia di Pisa

MILANO. C’era una volta l’industria conciaria che metteva al centro del prodotto semplicemente l’idea che fosse affascinante vederselo davanti agli occhi. Adesso l’evoluzione dei materiali e delle tecniche produttive ha alzato l’asticella, come emerge a “Lineapelle 108” che a Fiera Milano Rho raduna più di un migliaio di espositori portando sotto la luce dei riflettori un punto interrogativo che riguarda un intero settore: come farcela a reggere la competitività dei mercati se il futuro sembra presentarsi come indecifrabile?

Vittorio Pellegrini, amministratore delegato di Bedimensional

Fra le realtà che sembrano essersi spinte più in là con un balzo in avanti sul fronte dei materiali c’è la proposta che, all’interno di Simac Tanning Tech 2026, viene presentata da Dermacolor e BeDimensional: l’hanno chiamata Dermasoft Climaflex Bdm e nasce mettendo insieme il know-how di BeDimensional nella creazione di materiali bidimensionali e le competenze di Dermacolor nella chimica conciaria.

La prima è nata come spin-off dei Graphene Labs della Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia, centro globale di eccellenza nella ricerca sui materiali e si è data una missione: produrre tali cristalli bidimensionali «a livelli industriali e a costi competitivi, rivoluzionando il settore manifatturiero grazie a materiali più efficienti, sostenibili e ad alte prestazioni». Dalla sede genovese ora sta mettendo radici con la propria nuova struttura all’interno dell’Interporto di Guasticce (Livorno). La seconda ha una forte radice toscana (quasi mezzo secolo di attività, base a Castelfranco di Sotto, Pisa) nel cuore di uno dei più importanti distretti conciari internazionali:  è specializzata in soluzioni chimiche per tutte le fasi della lavorazione della pelle, dalla concia alla rifinizione.

L’utilizzo di materiali bidimensionali – cioè di uno spessore talmente infinitesimale da essere limitato a pochi strati di atomi, pressoché niente (al punto da essere quasi assente la terza dimensione della materia) –  serve a garantire nuove funzionalità del pellame grazie all’impiego del nitruro di boro esagonale 2D consente di intervenire sulle caratteristiche del pellame sfruttando le proprietà del materiale integrato nella formulazione. In pratica, grazie al fatto che ha una «elevata resistenza meccanica e conducibilità termica», questo materiale bidimensionale  (h-BN) contribuisce all’«aumento della tenacità della pelle» e alla «dissipazione del calore accumulato sulla superficie» così da ottenere «una più efficace gestione della temperatura». A ciò si aggiunga che la struttura lamellare dei cristalli può inoltre «contribuire alla resistenza fisica del pellame sottoposto a sollecitazioni meccaniche».

Sul proprio sito web Dermacolor mette in fila alcuni dati che parlano da soli: un incremento del 90% sia nella resistenza allo scoppio che nella velocità di dispersione del calore, un aumento dell’80% nella resistenza allo strappo e una capacità di ridurre di 5 gradi la temperatura in 30 secondi…

L’innovazione nel settore conciario – è questo un aspetto da evidenziare – passa sempre più dalla capacità di conferire al pellame «proprietà funzionali in grado di rispondere a esigenze che vanno oltre l’estetica e la lavorabilità del materiale»: l’integrazione dei cristalli bidimensionali nei processi industriali consolidati apre nuove prospettive per l’evoluzione.

Dermasoft Climaflex Bdm, secondo quanto viene riferito, è pensato per «lo sviluppo di pellami che combinano prestazioni meccaniche, gestione termica e comfort». Le caratteristiche del prodotto possono trovare applicazione in diversi segmenti della filiera: come, ad esempio, l’industria dell’auto e quella delle scarpe, la pelletteria come anche l’abbigliamento tecnico, nei quali «resistenza, comfort termico e leggerezza assumono un ruolo sempre più rilevante nella progettazione del prodotto finale»).

Di cosa si tratta? L’ausiliario – viene spiegato – incorpora nitruro di boro esagonale 2D (h-BN) in una formulazione liquida concentrata, progettata per distribuirsi all’interno della struttura fibrosa del pellame. Materiali bidimensionali per nuove funzionalità del pellame. Vale la pena di notare l’importanza del fatto che questa novità può essere utilizzata all’interno dei tradizionali processi di lavorazione della pelle: può essere impiegato – spiegano Dermacolor e BeDimensional – nelle fasi di concia, riconcia e rifinizione, «senza richiedere modifiche sostanziali agli impianti o alle linee produttive esistenti».

Queste le parole di Andrea Gamucci, responsabile del marketing strategico di BeDimensional: «Dermasoft Climaflex Bdm rappresenta un esempio concreto di come l’integrazione dei cristalli bidimensionali possa introdurre nuove e migliori funzionalità in materiali già ampiamente utilizzati dall’industria». Aggiungendo poi: «La presentazione a Simac Tanning Tech è un passaggio importante perché ci permette di portare il prodotto all’attenzione del mercato e di confrontarci direttamente con le esigenze degli operatori della filiera».

Così il commento di Andrea Meucci, responsabile tecnico di Dermacolor: «Con Dermasoft Climaflex Bdm abbiamo lavorato per integrare le potenzialità del nitruro di boro esagonale 2D nella chimica conciaria, sviluppando un prodotto pensato per inserirsi nei processi esistenti. Simac rappresenta per noi un’importante occasione per presentarlo al settore e mostrare come l’innovazione nella formulazione possa contribuire allo sviluppo di nuove generazioni di pellami».

Pubblicato il
16 Settembre 2026

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