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TURISMO

Stagione ok per le presenze ma vacanzieri più risparmiosi

Confcommercio: il caldo choc penalizza balneari e ristoranti

Massimo De Ferrari, presidente della Federalberghi Confcommercio elbana

LIVORNO. I numeri del turismo in provincia di Livorno sono grossomodo uguali a quelli dello scorso anno: quanto basta perché Confcommercio, nelle primissime valutazioni sulla base delle stime a estate appena finita, parli di «una stagione complessivamente positiva». Ma c’è un “ma”: i numeri dei flussi turistici sono «sostanzialmente sui livelli dello scorso anno», eppure dietro quelle cifre pressoché identiche c’è un gran rimescolamento. Tradotto: molte differenze tra territori e tipologie di impresa, soprattutto maggiore prudenza nei comportamenti di spesa dei turisti.

Non è tutto: ad esempio, è vero che il ministero del turismo ha diffuso un dato nazionale che indica una crescita del 4,4% delle presenze rispetto al 2025. Ma chi è sulla prima linea a fare i conti con il funzionamento reale delle dinamiche invita, dentro il contesto di un dato «certamente positivo», a tener presente che nel confronto pesa anche «l’ampliamento della platea delle strutture rilevate»: Massimo De Ferrari, presidente della Federalberghi Confcommercio elbana, indica gli effetti dell’«introduzione del “Cin” e la conseguente emersione di una parte dell’offerta extralberghiera, a partire da B&B e locazioni turistiche». Tutto questo – avverte – può «incidere sul confronto con gli anni precedenti: prima di tradurre quel più 4,4% in una crescita reale di pari dimensione occorre quindi analizzarne bene la composizione».

Da sinistra il vicepresidente di Confcommercio Livorno Fabio Busdraghi insieme al direttore generale Federico Pieragnoli

Detto questo, vale la pena ascoltare il direttore generale della Confcommercio labronica, Federico Pieragnoli, che traccia il quadro complessivo della situazione: «Le presenze ci sono state e la nostra provincia continua a dimostrare una grande capacità di attrazione». Aggiungendo però: «Il dato interessante è capire cosa accade dietro il numero delle presenze: quanto dura il soggiorno, quanto spende il turista e come questa spesa si distribuisce tra le diverse attività».

«Il turismo tiene, ma per le imprese è stata una stagione più faticosa»: guardando a quanto constatato lungo l’intera costa provinciale, il vicepresidente di Confcommercio Livorno, Fabio Busdraghi, preferisce raccontarla così: «La sensazione degli operatori è molto chiara: il turista non rinuncia alla vacanza, ma tende ad accorciarla, prenota più vicino alla partenza e soprattutto controlla maggiormente il budget. Inflazione, costo dell’energia e perdita di potere d’acquisto inevitabilmente incidono sulle scelte delle famiglie».

Inutile dire che un atteggiamento del genere ha ripercussioni dirette anche sulla ristorazione. «I locali hanno lavorato e le persone ci sono state, ma questo non significa automaticamente maggiori incassi», prosegue Busdraghi. «Si continua ad andare al ristorante o a prendere un aperitivo, ma si sceglie con più attenzione: magari una portata in meno, una bottiglia in meno, una spesa complessivamente più contenuta». Da tradurre: «Molte presenze ai tavoli non si traducono necessariamente in scontrini più alti».

A questo punto conviene tornare a sentire l’analisi in chiave elbana di De Ferrari: «La stagione alberghiera è stata complessivamente positiva, con risultati particolarmente buoni per gli hotel a quattro stelle». Più in dettaglio: è stata notata «una minore presenza di stranieri», semmai l’ha compensata «una maggiore componente italiana che però soggiorna più brevemente». Diventa un po’ più complicato disegnare l’andamento della stagione per altre attività della filiera, in particolare stabilimenti balneari e ristorazione: «Il caldo estremo, soprattutto in alcune settimane – sottolinea –  ha modificato le abitudini dei turisti: nelle ore più calde si è rimasti meno in spiaggia e si sono ridotti anche alcuni consumi fuori casa».

E all’estremo opposto del territorio provinciale, nel cuore di Livorno città? Anche qui si parla di sostanziale stabilità. «Per il comparto alberghiero livornese la stagione si è mantenuta nel complesso in linea con il 2025», parola di Gianni Vignoli, presidente degli Albergatori Confcommercio Livorno. Vignoli lo vede come «un risultato che consideriamo positivo». Il motivo: si consolida il percorso di crescita turistica della città, «Livorno – afferma – è ormai una destinazione che ha acquisito una propria riconoscibilità e sulla quale dobbiamo continuare a lavorare, soprattutto per trasformare sempre più il passaggio in soggiorno e allungare la permanenza».

Le presenze dei turisti ci sono, gli incassi da parte degli operatori fanno un po’ più fatica a concretizzarsi: «È su questo che dovremo concentrare sempre di più la nostra attenzione», avverte Pieragnoli. «Non basta misurare il successo di una stagione contando quante persone arrivano. Dobbiamo capire quanto rimangono e quanto il turismo riesce a generare valore per l’intera economia locale. La sfida è costruire un’offerta capace di far vivere maggiormente il territorio: mare, ristorazione, commercio, borghi, cultura, natura ed esperienze. Un giorno di permanenza in più significa più valore distribuito tra molte imprese e più ricchezza che rimane sul territorio».

Pubblicato il
22 Settembre 2026
di G.M.

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