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FERROVIE

Il nuovo Intercity potrà viaggiare a 200 all’ora, eccolo in vetrina a Berlino

Il piano di investimenti da mezzo miliardo di Trenitalia con i soldi del Pnrr

A Innotrans la grade fiera internazionale dei trasporti è stato presentato il nuovo modello di Intercity

BERLINO. Si chiama “Intercity 200” ed è un treno in grado di raggiungere i 200 chilometri orari: Trenitalia (gruppo Fs) e Alstom l’hanno messo in vetrina a Berlino in occasione di InnoTrans, la fiera internazionale fra le più rilevanti nel settore della tecnologia dei trasporti. È stato progettato per Trenitalia da Alstom a partire dalla piattaforma dei treni regionali Coradia Stream. Si tratta di un treno costruito in Italia utilizzando «una selezione di materiali sostenibili»: viene messo in risalto che «è riciclabile fino al 94% e ha un tasso di recuperabilità del 96%»; senza contare che «garantisce una riduzione fino al 30% dei consumi energetici rispetto ai modelli precedenti».

Il treno offre 403 posti a sedere, 3 postazioni per persone a ridotta mobilità, otto postazioni per biciclette (con possibilità di ricarica per le versioni elettriche). Contando sul fatto di poter correre a una velocità massima di 200 chilometri orari, il treno Coradia Stream di Alstom garantisce «collegamenti più rapidi» mentre, all’interno, i passeggeri possono «trovare ambienti accoglienti e funzionali». Ad esempio, le sedute sono realizzate con materiali riciclati, un sistema avanzato di climatizzazione, prese elettriche individuali, spazi dedicati alle famiglie e punti ristoro automatizzati. Secondo quanto viene riferito, il design degli interni è stato «completamente rinnovato per creare un’esperienza di viaggio più piacevole, con cromie calde e materiali selezionati per garantire comfort e durabilità».

Alla presentazione hanno partecipato Gianpiero Strisciuglio (amministratore delegato e direttore generale del Gruppo Fs), Martin Sion (amministratore delegato di Alstom), Simone Gorini (direttore generale di Trenitalia) e Michele Viale (managing director di Alstom Italia).

Dal punto di vista tecnologico, il convoglio ha dalla sua la possibilità di fruire di sistemi digitali avanzati che Alstom ha sviluppato in nome del controllo e della gestione del treno. Lo stesso si dica per la manutenzione predittiva: in virtù dell’analisi continua dei dati e del monitoraggio in tempo reale, queste tecnologie «consentono di

  • anticipare le esigenze di manutenzione,
  • ridurre gli interventi non programmati,
  • ottimizzare l’affidabilità e l’efficienza del treno lungo l’intero ciclo di vita».

Dallo stato maggiore dell’azienda ferroviaria pubblica italiana si mette l’accento sul fatto che il nuovo “Intercity 200” è «parte di un investimento complessivo di Trenitalia da circa 500 milioni di euro, finanziato attraverso il Pnrr per l’acquisto di 38 nuovi treni Intercity». Grazie a questi investimenti, Trenitalia – si afferma – ha «rinnovato profondamente l’offerta di media e lunga percorrenza su tutto il territorio nazionale, anche sulle linee meno servite e non elettrificate». Con uno scopo: coniugare innovazione tecnologica, accessibilità e sostenibilità, offrendo ai passeggeri «servizi più efficienti, affidabili e a ridotto impatto ambientale». Viene precisato  che i nuovi treni assicurano «migliori prestazioni operative, minori emissioni e una maggiore flessibilità di esercizio anche sulle linee a trazione mista o prive di elettrificazione».

Da ultimo, vale la pena di rimarcare che i nuovi Intercity rappresentano «una leva concreta per ridurre i divari infrastrutturali tra le aree del Paese»: vengono indicati come un fattore di promozione dell’equità territoriale e dell’accessibilità su tutta la rete nazionale. I fondi Pnrr (inclusivi dei fondi della missione RePowerEu) hanno reso possibile l’avvio – si tiene a ribadire – di «una trasformazione che interessa in particolare le aree del Centro-Sud e le linee non elettrificate, assi strategici per la coesione sociale e lo sviluppo locale». Grazie alle nuove tecnologie introdotte si ottiene di poter portare servizi di qualità «anche su tratte finora meno coperte da convogli moderni, garantendo maggiore comfort, affidabilità e puntualità», secondo quanto segnalato nella nota di Trenitalia.

Pubblicato il
24 Settembre 2026

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