La carica dei 230 dottori di ricerca: «Il 97% ha un lavoro entro un anno»
La cerimonia al Teatro Verdi e il “lancio del tocco” in piazza Santa Croce

A Firenze in piazza Santa Croce il lancio del tocco da parte dei dottori di ricerca a conclusione degli studi
FIRENZE. Sul palcoscenico del teatro fiorentino intitolato a Giuseppe Verdi stavolta non è andato in scena Pirandello e nemmeno un quartetto d’archi di Haydn: protagonisti i 230 allieve e allievi che hanno concluso i corsi del dottorato di ricerca del 38° ciclo e hanno raggiunto il più alto livello di istruzione previsto dall’ordinamento universitario. Per questo motivo l’ateneo di Firenze ha pensato di tributare loro un omaggio con una cerimonia che ha visto gli interventi della rettrice Alessandra Petrucci e del delegato al dottorato di ricerca Stefano Cannicci. Insieme a loro, anche la prorettrice alla ricerca Debora Berti, la prorettrice alla didattica Ersilia Menesini, il prorettore al trasferimento tecnologico, attività culturali e impatto sociale Marco Pierini e i docenti coordinatori dei dottorati di ricerca, oltre all’assessore Dario Danti che nella squadra della sindaca fiorentina Sara Funaro si occupa di lavoro, università e ricerca.
Il delegato Stefano Cannicci ha messo l’accento sul fatto che «svolgere il dottorato di ricerca all’Università di Firenze significa entrare rapidamente nel mondo del lavoro con contratti a tempo indeterminato». Secondo il Report Almalaurea del 2026 – afferma – a un anno dal conseguimento del titolo «il 97% di chi ha partecipato all’indagine risulta essere occupato, registrando quasi tre punti percentuali in più rispetto alla media nazionale del 94,1%». A ciò si aggiunga, dice Cannicci, che «chi ha intrapreso un percorso di dottorato nell’ateneo fiorentino è riuscito a trovare un’occupazione in meno di due mesi, raggiungendo una stabilità lavorativa ben superiore alla media: il 34,8% degli occupati ha un contratto a tempo indeterminato, una percentuale più alta di oltre sette punti rispetto al dato nazionale».
Tra la prima e la seconda parte dell’iniziativa la rettrice, le prorettrici e i prorettori hanno dialogato sul palco con Saduni Melissa Dahanayaka (dottorato di ricerca in Earth and Planetary Sciences), Gloria Fiorentini (dottorato in Filologia, Letteratura italiana, Linguistica) e Guido Lazzerini (dottorato in Ingegneria Industriale).
È stato dato spazio, inoltre, a un intermezzo musicale a cura delle attività di spettacolo dell’ateneo: Bianca Boscherini e Alessio Grossini (violini), Mario Ruocco (oboe) e Luca Claudel (violoncello) hanno eseguito musiche di Mozart ed Ennio Morricone.
Dopo la proclamazione delle dottoresse e dei dottori di ricerca degli oltre 30 corsi di dottorato dell’ateneo fiorentino, la cerimonia si è conclusa con il tradizionale lancio del tocco in piazza Santa Croce.
Così il commento della rettrice Alessandra Petrucci durante la cerimonia: «Il dottorato di ricerca costituisce il vertice della formazione universitaria, tuttavia, il suo significato più autentico non si esaurisce nel titolo formale. Questo titolo conferisce un’autorevolezza che valica le mura dell’università e rappresenta l’assunzione della responsabilità di guidare l’innovazione, di interpretare la realtà senza superficialità e di porre le proprie competenze al servizio del progresso industriale, sociale e culturale. Possedere il titolo di dottorato significa custodire la chiave per decodificare il futuro, offrendo alla collettività non solo risposte scientifiche, ma la capacità stessa di formulare le giuste domande».











