Pisa scommette su una nuova idea di ricerca: al crocevia fra discipline diverse
Finanziati (con 1,8 milioni) 75 progetti che fanno dialogare i s

Ricercatori e ricercatrici al lavoro in laboratorio
PISA. Un milione 800mila euro per finanziare 75 progetti di ricerca esplorativi, 47 dei quali nascono dall’alleanza tra più dipartimenti: sono stati selezionati passando al vaglio 182 proposte provenienti da ricercatrici e ricercatori. In gran parte hanno durata biennale, hanno come oggetto settori che includono le discipline umanistiche come le scienze mediche e naturali, l’ingegneria come pure le materie quelle giuridiche, economiche e sociali. Scopo: mettere in dialogo saperi differenti per riuscire a trovare la via d’uscita di fronte alla complessità dei problemi di oggi. Stiamo parlando del nuovo strumento con cui l’Università di Pisa punta a sostenere idee innovative e collaborazioni fra settori scientifici diversi.
La selezione dei vincitori ha ottenuto semaforo verde dal Senato accademico dell’ateneo pisano nell’ultima sedura. L’Università mira a dare ossigeno finanziario ai progetti di ricercatrici e ricercatori per permetter loro di «verificare la solidità di intuizioni ancora in una fase iniziale» e maturare «esperienze da tradurre successivamente in proposte competitive per i programmi di finanziamento europei». Nel quartier generale dell’università pisana lo traducono così: è «una vera e propria palestra per il futuro, pensata per rafforzare sia i gruppi di ricerca sia la capacità dell’Università di Pisa di attrarre fondi e competere a livello internazionale».
Così il commento del professor Andrea Bonaccorsi, delegato del rettore per i progetti strategici: «L’Università di Pisa è tra le prime a dotarsi di uno strumento di finanziamento della ricerca che attiva collaborazioni interdisciplinari». Aggiungendo poi: «Oggi tutti i grandi problemi della società richiedono un approccio interdisciplinare, ma l’organizzazione della ricerca quasi sempre penalizza progetti di questo tipo e favorisce approcci molto specialistici, magari di ottima qualità ma con grande difficoltà di comunicazione con altre forme di sapere». Bonaccorsi ricorda che il bando “Progetti esplorativi” ha avuto «una grande risposta dalla comunità accademica»: la selezione fatta da una commissione di esperti ha premiato «progetti molto innovativi, eccellenti dal punto di vista scientifico, con coordinatori giovani, in larga parte basati su collaborazioni trasversali tra dipartimenti. Una buona strada per contribuire sempre di più ai problemi della società».











