Il fronte dei Tir torna a mugugnare e va in pressing sul governo
«Bene i provvedimenti ma l’attuazione reale è lenta»
ROMA. Il fronte delle associazioni dell’autotrasporto raggruppate in Unatras torna a brontolare: ancora non si dissotterra l’ascia di guerra ma viene inviata al governo a stretto giro un messaggio in cui si chiede «una convocazione urgente»: c’è da sbloccare una serie di intoppi così da «permettere alle nostre imprese di superare questa delicata fase economica». La galassia delle organizzazioni di settore – comprende realtà come Anita, Fai e Confartigianato Trasporti così come Cna Fita, Confcooperative e Lega Coop o anche Trasportunito Fiap, Assotir e varie altre ancora – cerca di mantenere una qualche forma di cortesia ma i toni finiscono per suonare quasi come un mezzo aut aut: «In mancanza del confronto, tutte le associazioni saranno costrette a valutare i passi successivi».
Beninteso, non siamo tornati già ai tempi del fermo dell’autotrasporto che minacciava di paralizzare i rifornimenti, anzi le federazioni dell’autotrasporto riconoscono «lo sforzo compiuto dal governo con l’introduzione dell’automatismo per il recupero delle risorse a fronte del taglio delle accise e la riduzione da 60 a 30 giorni dei termini di silenzio-assenso per la compensazione dei crediti rivenienti dal rimborso accise». Fin qui tutto ok, ma c’è qualcosa che non va: il fronte delle imprese evidenzia «la mancata emanazione dei provvedimenti attuativi dell’intesa raggiunta a Palazzo Chigi il 22 maggio scorso». Lo ripetono segnalando che la situazione è «ormai diventata insostenibile a causa di ritardi burocratici ed incertezze operative».
Sott’accusa, a giudizio di questa costellazione di sigle di categoria è in primo luogo «l’incertezza sui tempi di utilizzo del credito d’imposta da parte delle imprese, a partire dal differimento del termine per la compensazione attualmente fissato al 31 dicembre». Non soltanto quello: è indispensabile che il governo si faccia sentire dalla Commissione europea per «prolungare il “temporary framework” visto il perdurare delle tensioni geopolitiche». A ciò si aggiunga «il mancato aggiornamento dei valori indicativi di riferimento, fermi allo scorso marzo», e senza contare l’«azione del contenimento del prezzo dei carburanti anche sul mercato extrarete». Tutte questioni che a giudizio del fronte delle associazioni dell’autotrasporto sono «cruciali e non più rimandabili».











