Il ritorno di Suez: la rotta più breve è di nuovo la più conveniente (ma non per tutti)

Il tracciamento delle navi in attesa di passare da sud il Canale di Suez in un giorno qualsiasi
Il Canale di Suez sta tornando protagonista: oggi circa il 63% della capacità di trasporto fra Estremo Oriente e Europa ha già abbandonato la deviazione attorno all’Africa passando dal Capo di Buona Speranza. Dopo oltre un anno di transiti lunghi, costosi e imprevedibili, il mercato dello shipping si riallinea. E con questo riallineamento arrivano tre conseguenze concrete per chi opera nella logistica internazionale:
- L’ammortizzatore sta sparendo
La rotta del Capo aveva assorbito in silenzio l’eccesso di stiva, tenendo artificialmente in equilibrio un mercato sovradimensionato. Recuperando 10-14 giorni di navigazione via Suez, quella capacità torna in pista ed è ufficialmente di nuovo il problema.
- La guerra dei noli ricomincia
L’offerta che aumenta significa noli spot in discesa sulla rotta Asia-Europa/Mediterraneo. Le compagnie risponderanno come sanno fare: “blank sailings” – cioè partenze cancellate o salti di porto – su larga scala per difendere le tariffe. Chi prenota all’ultimo rischia di trovare pochi spazi e prezzi altalenanti.
- Il pendolo del potere torna verso il cliente
Transiti più rapidi e prevedibili vogliono dire: → scorte ottimizzate → costi di magazzino ridotti → finestre di consegna affidabili → più margine di contrattazione per caricatori e freight forwarder. Una finestra d’opportunità per chi è pronto a rinegoziare contratti e riprogettare flussi. Un avviso, però: il rientro a Suez dipende da un contesto geopolitico ancora instabile. Chi costruisce la propria catena logistica su questa rotta deve farlo con un piano B già pronto. Nel trasporto marittimo la direzione cambia in fretta. Le aziende che restano competitive non sono quelle che indovinano la rotta, ma quelle che sanno cambiarla in tempo.
Angelo Roma
(Angelo Roma è consulente marittimo con una lunga esperienza in attività marittimo-portuali. Questo intervento è pubblicato anche sul personale profilo LinkedIn dell’autore)











