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IL GRUPPO

Grendi spegne le prime 10 candeline della sede all’interporto di Bologna

Raddoppiate le regioni servite, il fatturato locale balza da 6,6 a 16,4 milioni

La sede del gruppo Grendi nell’interporto di Bologna

BOLOGNA. Il gruppo Grendi mette nero su bianco alcuni numeri della propria sede bolognese: il fatturato balzato da 6,6 milioni di euro (2016) a 16,4 milioni (2025); il personale salito da 11 a 24 dipendenti diretti; il magazzino che supera i 5mila metri quadri (dopo l’acquisto di 3.200 metri quadri nel 2020); le regioni servite via terra sono passate da 3 a 7 («tra le quali la Sardegna, dove va quasi la metà dei volumi raccolti»). Lo fa per marcare i propri primi dieci anni di crescita all’Interporto di Bologna.

L’amministratrice delegata di M.A. Grendi Costanza Musso alla cerimonia

Una settantina di persone hanno partecipato al pranzo di lavoro e alle attività sportive che hanno coinvolto la comunità intorno a M.A. Grendi dal 1828, la società del Gruppo Grendi guidata dall’amministratrice delegata Costanza Musso a cui fanno capo le attività di logistica di terra (trasporti nazionali, magazzini e distribuzione merci). È intervenuto anche Alessandro Alberani, responsabile della logistica etica in Interporto, che ha sottolineato il ruolo dell’Interporto collocato nel Comune di Bentivoglio e San Giorgio di Piano e tra le strutture logistiche più importanti d’Europa, dove operano 130 imprese con circa 6.500 persone.

Va detto che Interporto Bologna spa è tra i promotori della “Carta Metropolitana per la Logistica Etica”, che esprime principi e valori in materia di sicurezza e qualità del lavoro, formazione, coesione sociale e innovazione. «Grendi è un’azienda che ha sempre dimostrato un’attenzione particolare al tema dell’etica»: queste le parole di Alberani, che ha messo in risalto come questa sia stata una delle prime aziende ad aderire al “Progetto Logistica Etica” di Interporto che sensibilizza le imprese ai temi della legalità, sicurezza sul lavoro e welfare».

È stato ribadito che Grendi l’ha sottoscritta «in linea con le finalità di impatto Benefit e modello B Corp, testimoniando la volontà di rilancio di una logistica sempre più etica e l’attenzione al territorio in cui opera». Costanza Musso lo spiega così: «Un interporto non è solo un luogo di transito delle merci ma anche un ecosistema vivo, che cresce nella misura in cui cresce la comunità che lo anima. Negli ultimi 10 anni le nostre attività di logistica di terra si sono sviluppate grazie al confronto con chi ogni giorno lo vive e lo rende possibile: i dipendenti, i fornitori, i clienti». Aggiungendo poi: «Da questo dialogo è nata anche la sottoscrizione della Carta della logistica etica, nel 2024, che per noi non è un atto formale ma la naturale espressione di ciò che siamo come società benefit e B Corp. Significa assumere impegni concreti verso le persone e il territorio, e riconoscere che la qualità del servizio e il valore condiviso procedono insieme».

Il gruppo Grendi è una impresa che, nata a Genova quasi due secoli fa, si occupa di trasporti marittimi e logistica. In particolare:

  • trasporti nazionali (completi e collettame – centro, sud Italia e isole)
  • magazzini e distribuzione
  • linea marittima nazionale fra Marina di Carrara, Cagliari e Olbia
  • terminal portuali (ro-ro e lo-lo) a Marina di Carrara, Cagliari e Olbia
  • servizi feeder e linea internazionale fra Cagliari e Nord Africa dal terminal Mito of Sardinia
  • trasporti pezzi speciali e nave taxi

Ha un fatturato consolidato di 158 milioni di euro (2025), 337 dipendenti diretti e un indotto di altri 400: è il primo operatore marittimo che ha modificato lo statuto per diventare “società benefit” nel 2021, cioè mettendo gli obiettivi di risultati economici soddisfacenti insieme all’«impegno verso un impatto positivo per ambiente, dipendenti e collaboratori, clienti, fornitori e comunità».

Pubblicato il
3 Novembre 2026

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