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E a Piombino sull’Authority si fa melina

PIOMBINO – La crisi di governo prima, il laborioso nascere di quello nuovo poi e infine le continue schermaglie all’interno di quest’ultimo per le commissioni e le deleghe nei ministeri, hanno messo la sordina sulla scadenza dei vertici dell’Autorità portuale di Luciano Guerrieri.
[hidepost]Ma la sordina non vuol dire che sottopelle non ci siano tutte le consuete manovre che sempre hanno accompagnato il liberarsi delle lucrose poltrone. Specie nelle Port Authorities, dove la carica di presidente può essere impegnativa e piena di responsabilità: ma può anche essere una quasi sinecura, profumatamente pagata e di tutto riposo se si sceglie un segretario generale capace e con la voglia di lavorare.
Il balletto consueto degli aspiranti al poltronificio a Piombino è in pieno svolgimento: sottopelle, come dicevo, ma non tanto da non lasciar tracce nel gossip.
Si parte da un dato di fatto: Luciano Guerrieri, presidente uscente, ha fatto molto bene ma anche due mandati e deve lasciare – con comprensibile rimpianto – una carica che l’ha gratificato molto. E gli ha consentito, meritatamente secondo i più,  di essere protagonista sia a livello di Assoporti (vicepresidente riconfermato, con delega ai dragaggi che sono uno dei temi più delicati e rognosi del comparto) sia di sviluppo del suo porto, con il “colpaccio” dei finanziamenti urgenti al nuovo piano regolatore. Con in più – altro fattore di grande immagine, magistralmente gestito – il protagonismo del suo porto per aggiudicarsi il relitto della Costa Concordia: avendo spazzato via altri concorrenti (di sicuro Livorno e Civitavecchia) ed avendo impegnato su Piombino almeno un paio di ministri del vecchio e nuovo governo.
Guerrieri è bravo, ma non può rimanere. Almeno come presidente. Ma potrebbe rimanere – e qui il gossip si è scatenato – per esempio come segretario generale. Ipotesi nemmeno tanto peregrina: il sindaco Gianni Anselmi alla presidenza dell’Autorità portuale e Luciano Guerrieri come suo segretario generale. I vantaggi di questa soluzione: entrambi hanno sempre lavorato affiatati, entrambi hanno fatto fuoco e fiamme per avere la Concordia e hanno portato a casa i quattrini del piano regolatore, entrambi sono del Pd (che in Toscana ancora conta, malgrado gli imbarazzi del Mps e altro). La lunga e fattiva esperienza di Guerrieri sarebbe così capitalizzata. Facile, no?  Tra l’altro Guerrieri è sempre stato stimato da Altero Matteoli, che molti considerano il mentore-ombra del neo-ministro Pdl Lupi, al quale spetta la decisione ultima sulla nomina.
Si sa però che in politica niente è davvero facile. E dove c’è una poltrona dorata e tanti culi rimasti a galleggiare, le soluzioni facili sono ancora meno facili. Si parla molto, per esempio, di un gran daffare che si sarebbe dato di recente Francesco Nerli, non si sa se Pro Domo Sua oppure per conto terzi. Qualcuno racconta di una visita al ministero competente di Nerli con il segretario dell’Authority di Livorno Massimo Provinciali, per incontrare il sottosegretario di Lupi, il Ds De Luca. Verità o fantasie? Si racconta anche di altri in pista: come Fulvio Murzi, già numero uno della locale ASL, che avrebbe l’amichevole attenzione del presidente della Regione Enrico Rossi; e di Roberto Nardi, presidente della Camera di Commercio, che avrebbe l’appoggio di parte dell’Elba, il settore forse meno allineato sul plauso a Guerrieri.
Tra tutte queste chiacchiere, l’unico dato di fatto è che al momento nessuno ha ancora varato le terne che avviano la procedura di nomina, malgrado i tempi comincino ad essere strettissimi. Nessuno tra le istituzioni aventi diritto ha voluto scoprirsi per prima. E anche questo vorrà pur dire qualcosa.
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
1 Giugno 2013

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