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Bilancio della Guardia Costiera: un anno sulle coste della Toscana

Cinquecento militari per cinquecento chilometri di fronte marittimo – Tutti i controlli sia di sicurezza che di vigilanza ambientale – Le problematiche dell’area protetta della Meloria

LIVORNO – Una direzione marittima, quella della Toscana, tra le più impegnate sia sul piano del traffico marittimo e portuale, sia per il controllo delle aree protette e dei parchi marini, sia infine per la pesca. Non sono mancati gli impegni ai cinquecento militari delle Capitanerie-Guardia Costiera toscana, coordinati dalla direzione marittima di Livorno, sugli oltre cinquecento chilometri di costa e delle isole, con trentacinque mezzi navali dal gommone alla motovedetta; impegni in crescita malgrado la crisi che ha limitato, durante l’estate, il movimento nautico e anche quello del porto, su livelli tuttavia sempre elevati considerando che la direzione marittima comprende anche i porti di Marina di Carrara, Piombino, Porto Santo Stefano oltre a tutti gli scali minori, ai “marinas” della costa e delle isole: con il significativo aggravio, anche quest’anno, dei controlli al Giglio per il relitto della Costa Concordia.
[hidepost]Nel fare il bilancio dell’anno di attività, il capitano di vascello (Cp) Lorenzo Cantore, sostituto direttore marittimo in assenza dell’ammiraglio (Cp) Arturo Faraone, ha ricordato che con queste forze i compiti istituzionali sono stati ugualmente gravosi; e i risultati soddisfacenti. In particolare: in forte aumento (+50%) le chiamate di soccorso del diporto, 325 persone salvate in 214 interventi, 112 barche assistite o salvate, 6.200 navi monitorate con il protocollo PAC, 100 navi ispezionate di cui 12 fermate per carenze sulla sicurezza e 4 bandite da tutti i porti dell’Unione Europea. Nell’ambito del diporto sono state controllate 3.368 imbarcazioni e natanti con il rilascio di 1.650 ”bollini blu” (contrassegno per evitare ulteriori controlli in mare grazie a un accordo con tutti gli altri corpi di polizia marittima). Significativo il numero dei verbali: 469 ovvero il doppio dell’anno precedente. Molto impegnativi anche i controlli per l’ambiente, oltre 700. Sulla pesca l’impegno della Guardia Costiera si estende non solo nella filiera marittima ma anche all’interno, fino alle principali città e ai loro mercati: in 2.800 controlli sono state sequestrate 20 tonnellate di prodotto non in regola, erogati 430 mila euro di sanzioni su 330 verbali di cui 44 penali. Un dettaglio curioso e anche significativo: alcuni dei militari addetti ai controlli in terra hanno imparato anche il cinese, perché molti commercianti di quella lingua madre, anche e specialmente a Prato, si sono lanciati nel business. In mare sono stati “beccati” pescherecci o pescasportivi con 50 sanzioni.
Con il comandante Cantore sono intervenuti alla conferenza stampa con dati e riferimenti anche il capitano di vascello (Cp) Massimo Seno e il capitano di fregata (Cp) Andrea Gori. Il comandante Seno ha voluto ricordare le operazioni relative alla tragedia della Costa Concordia, al servizio “Pelagos” istituito con la Regione Toscana, ai più accurati controlli sulla base del decreto Anti-Inchini per le rotte troppo vicine alle isole. Il monitoraggio delle navi tramite sistema AIS ha permesso di inquadrare 20 navi che si sono avvicinate troppo alle coste, di cui 17 straniere, i cui comandanti sono stati segnalati all’autorità giudiziaria. Infine è stata ricordata l’attività di assistenza e controllo professionale dei marittimi, con gli esami di qualificazione professionale, il controllo delle tariffe portuali, degli stabilimenti balneari e dell’area marina protetta della Meloria, per la quale dovrebbe essere finalmente pronto il tanto atteso regolamento. Meno certezze ci sono per le tanto attese boe di delimitazione dell’area protetta: e si teme che per il terzo anno i tanti diportisti che arrivano in Meloria dovranno di nuovo farne a meno, con tutte le difficoltà che ne derivano.
Una buona notizia riguarda invece la datata motovedetta 406, addetta a compiti scientifici e di scuola ambientale, a lungo in condizioni di palese disarmo nel porto mediceo di Livorno. Il vecchio ma ancora valido scafo è stato finalmente inviato in cantiere a Gaeta per essere rimesso in totale efficienza. Tornerà a Livorno entro la prossima primavera per riprendere la piena operatività.

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Pubblicato il
4 Gennaio 2014

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