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Via al “quasi” referendum sulla piattaforma Europa

E’ la prima applicazione della legge voluta da Firenze sulle grandi infrastrutture – Chi paga e chi controlla – I tempi del protocollo

Sophie Guillain

LIVORNO – Qualcuno ancora non l’ha capito bene: eppure la consultazione pubblica su “sviluppo e riqualificazione del porto di Livorno” che si svilupperà tra aprile e maggio in Fortezza Vecchia, rientra nella legge regionale che ha creato una apposita “Autorità per la garanzia e la promozione della partecipazione.” Il porto e i suoi attuali progetti di sviluppo – piattaforma Europa, ma anche stazione marittima della Porto 2000, riqualificazione dell’ex silos, aree del waterfront con le idee di completare il circuito d’acqua intorno alla Fortezza, eccetera – sono il primo tema che viene affrontato dalla suddetta Autorità.
[hidepost]Le consultazioni – che non hanno valore di referendum, ma sono mirate ad avere eventualmente “idee e suggerimenti” – si svolgeranno sotto la guida di una specialista scelta dalla stessa Autorità regionale, la dottoressa Sophie Guillain, senior consultant francese esperta nel ruolo.
Dire che questa grande chiamata dei cittadini ad esprimersi su progetti tecnici estremamente qualificati può apparire un rischio è almeno pleonastico. C’è chi, nei giorni scorsi, ha puntato il dito sulle spese dell’operazione. Che non sono bruscolini, visto che l’Autorità regionale ha stanziato 50 mila euro e ne ha chiesti 80 mila all’Autorità portuale. Le risorse – recita l’accordo – saranno gestite dagli uffici del settore assistenza amministrativa dell’Autorità (APP) del consiglio regionale della Toscana. In sostanza, l’Autorità portuale livornese paga di più ma non tocca un euro e ospita il dibattito in Fortezza Vecchia. Sembra che anche all’interno di palazzo Rosciano non siano pochi i dubbi e le ironie: puntualmente tenuti sottotraccia dai vertici.
Può anche andar bene così. Il problema semmai è sui tempi e sui risultati. L’accordo sottolinea che “le attività della presente convenzione dovranno concludersi entro mesi 9 a decorrere dalla stipula”. Il che potrebbe voler dire che quando la gara della piattaforma Europa sarà (speriamo) già conclusa, ci saranno ancora le consultazioni volute dalla Regione sulla stessa. Ovvero: saranno totalmente superate dai fatti e quindi inutili. In via ufficiosa ci dicono che in realtà le consultazioni si chiuderanno entro maggio, in tempo per la gara (la presentazione delle domande di partecipazione da parte dei gruppi interessati è stata prorogata al 30 giugno). Nella migliore delle ipotesi potranno emergere suggerimenti utili. Ma si riapre l’eterno dibattito: se ci sono enti e strutture delegate alle scelte, ha senso o diventa un pasticcio allargare la democrazia partecipata anche ai tecnicismi, con il rischio di alimentare logorroici, cultori del NIMBY e interessati a far casino? Oppure vale più una campagna elettorale che il saggio buon senso dell’antico detto Sutor, ne supra crepidam! (Plinio, Storia Naturale) traducibile in volgare con “Calzolaio, non oltre la scarpa”?
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
19 Marzo 2016

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