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Autorità di sistema i promossi e le “bufale”

LIVORNO – Per dirla alla Gadda (qualcuno ricorda il suo romanzo sulla via Merulana?) la scelta dei quindici presidenti delle Autorità di sistema portuale rischia di diventare quel pasticciaccio brutto che qualcuno aveva già ipotizzato.
[hidepost]Scrivemmo in epoca non sospetta – quando il ministro lanciò la famigerata richiesta dei curricula – che la promessa di tenere segreti nomi e candidature sembrava una foglia di fico difficilmente sostenibile. Così quando nei giorni scorsi è uscito l’elenco ristretto dei “papabili”, la credibilità di Delrio e del suo staff s’è presa un solenne schiaffone in faccia. Ci sono state smentite, distinguo, ironie. Ma la frittata c’è stata, che sia o no una “bufala”. E l’unica soluzione corretta, a quel punto, sarebbe stata chiuderla con i tentennamenti e nominare i quindici presidenti; o almeno quelli delle AdsP non rinviate su richiesta delle Regioni.
L’elenco dei promossi è già stato pubblicato su varie testate, ma val la pena di riprenderlo. Senza commenti. Perché parecchi nomi si commentano da soli. Eccoli: Agostinelli Gianluca, Annunziata Andrea, Appetecchia Andrea, Bagalà Domenico, Becce Luca, Bergantino Angela, Cancian Antonio, Caridi Giandomenico, Ciulli Daniele, Coppola Simona, Corsini Stefano, D’Agostino Zeno, Massimo Deiana, Di Luise Luigi, Di Majo Francesco Maria, Ferrante Andrea, Gambato Gian Michele, Gavotti Elena Maria, Giampieri Rodolfo, Gommellini Giovanni, Guerrieri Luciano, Guglielmetti Paolo, Macii Roberta, Medda Francesca, Mega Mario Paolo, Menis Roberto, Messineo Francesco, Monti Pasqualino, Navole Ettore, Nuzzolo Agostino, Pollio Mauro, Prete Sergio, Rossi Daniele, Rosso Carlo, Russo Francesco, Signorini Paolo Emilio, Spirito Pietro. Come “seconda scelta” vengono indicati Enrico Aliotti, Luca Antonellini, Luigi Cocchi, Rodolfo De Dominicis, Rosaria La Grotta, Giorgio Liaci, Pino Musolino, Carla Roncallo, Alberto Rossi e Paolo Rotelli.
Per quello che si sa, il ministro Delrio è ancora alle prese con gli accordi – previsti dalla riforma – con i presidenti delle Regioni interessate. Per la Toscana, ad esempio, il governatore Enrico Rossi ha ricevuto alla fine della settimana scorsa tre candidati (Guerrieri, Becce, A. Rossi) ma non aveva ancora designato il “suo” candidato a Delrio. Il quale in recentissima occasione si è giustificato dei ritardi promettendo per questa settimana di tagliare la testa al toro. Vecchia battuta, sempre attuale, quella di Samuel Beckett: aspettando Godot.
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
12 Ottobre 2016

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