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La Tirrenica? Tragi-commedia o incubo?

LIVORNO – Siamo da tempo abituati a non meravigliarci più di niente. Però c’è sempre un limite. E questa volta, siamo costretti a meravigliarci dell’ennesima giravolta con cui le istituzioni – centrali, periferiche, locali: mettiamocele tutte – hanno cancellato l’autostrada tirrenica tra Livorno e Civitavecchia.

[hidepost]Tutto parte dalle anticipazioni de Il Sole-24 Ore sul DEF (Documento di economia e finanza) con il quale il governo sta dando la benedizione alle opere pubbliche da finanziare. L’autostrada Tirrenica non c’è: e anzi il DEF indica che la soluzione tra Livorno e Civitavecchia è l’allargamento a superstrada della vecchia Aurelia. Naturalmente, grancassa di vittoria di ambientalisti: ed era scontato. Ma che si siano subito allineati anche la Regione Toscana, sia pure con i consueti Caveat per salvarsi il culo, e buona parte dei Comuni – forse per esaurimento – conferma l’assurdo di un Paese che non sa più che pesci prendere.

Sia chiaro: da questa piccola palestra, non vogliamo far parte di alcun gioco nè di alcun schieramento. Però conosciamo personalmente la storia: che è lunga quanto la vita di molti noi alla soglia degli ottant’anni di età. Vogliamo dimenticarci della preistoria in cui è cominciata, delle infinite battaglie, dei progetti, controprogetti, delle promesse e contropromesse? Decenni di attese, di investimenti buttati, di amarezze… Dimentichiamocene: ma non più tardi di pochi mesi fa fu presentato l’ennesimo progetto esecutivo da parte di SAT di un’autostrada che sembrava mettere d’accordo tutti. E che dava finalmente un respiro moderno anche al porto di Piombino, le cui grandi possibilità rimangono frustrate dal “budello” stradale che l’autostrada avrebbe eliminato.

Siamo matti, siamo incoscienti, siamo soltanto immemori e superficiali? Non c’è bisogno di affidare ai posteri l’ardua sentenza. Ditemelo voi.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
15 Aprile 2017

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