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Droni marini dalla Toscana

CARRARA – Sono stati resi noti i primi risultati e immagini di rendering del progetto di drone marino ipertecnologico dedicato al controllo ambientale e soccorso in mare realizzato per il programma Sand dalla capofila Effebi spa (gruppo Balducci), insieme ai partner Meccano Engineering srl e IDS Ingegneria Dei Sistemi spa e con il cofinanziamento della Regione Toscana.

Per quanto riguarda la piattaforma del natante, le operazioni di realizzazione dello scafo sono attualmente in corso nello stabilimento Effebi di Carrara sulla base del progetto sviluppato ed elaborato da Meccano; contemporaneamente IDS ha presentato l’avanzamento per la parte di navigazione autonoma, mostrando l’embrione di quella che sarà la stazione di controllo remoto dedicata agli operatori del drone.

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“In questi mesi, siamo passati dai progetti alla realtà e stiamo procedendo a ritmi serrati per la produzione e l’uscita del prototipo. Registriamo un grande entusiasmo sia da parte di chi opera nel progetto sia di un notevole interesse del mercato che, alle prime notizie di questa iniziativa, dimostra curiosità e interesse, – spiega Katia Balducci, amministratore delegato di Effebi, capofila del raggruppamento di imprese -. Per questo siamo certi che la fabbrica di Carrara potrà nell’arco di qualche anno sviluppare una produzione importante”.

In effetti, le novità non saranno poche, a partire dalla modularità del progetto per finire con le avanzate tecnologie di navigazione e gestione autonoma della missione (inclusa la possibilità di controllo via satellite); in mancanza di norme che regolano la nautica dei mezzi “unmanned”, Sand si pone l’ambizioso obiettivo di poter essere preso a riferimento per lo sviluppo di regole, regolamenti e disposizioni da parte del legislatore.

“Le prime linee dello scafo che si vedono già nei primi stampi – dice Edoardo Cossutta di Meccano, società che si occupa della progettazione e del design del drone – fanno trasparire la fluido dinamicità di questo mezzo che lo renderanno solido e veloce”. La progettazione del drone marino non si ferma alle linee strutturali e sta proseguendo nello studio e analisi delle tecnologie di remotizzazione.

“Per la guida autonoma di questo tipo di barca – spiega Fabrizio Orsini di IDS Ingegneria Dei Sistemi, società specializzata nello studio degli aspetti di guida remota e comunicazioni – stiamo integrando tecnologie e algoritmi estremamente innovativi ed efficienti che consentiranno la gestione di un oggetto simile da qualsiasi parte del globo e in completa sicurezza”.

“E’ un progetto ricco di innovazioni sia strutturali, sia legate alle caratteristiche di autonomia.  Anche nei dettagli di questo primo scafo e nelle sue linee si colgono azioni innovative che vanno nella direzione di miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza di questo mezzo, sia del prodotto in sé che del processo produttivo – sottolinea Pietro Angelini, direttore di Navigo, Centro di innovazione e sviluppo della nautica (che ha accompagnato e segue le imprese nel progetto) e amministratore delegato di Rete Penta, soggetto gestore del Distretto Tecnologico della Nautica e Portualità Toscana di cui Navigo è capofila.

Il progetto Sand è partito a maggio dello scorso anno, dopo che le tre imprese toscane hanno ottenuto il primo posto nella gara aperta sui fondi PRSE 2012-2015 messi a disposizione dalla Regione Toscana per il sostegno di programmi di investimento in processi di industrializzazione di rilevanza regionale, di dimensione significativa e in grado di produrre occupazione aggiuntiva. Le aziende hanno ottenuto un finanziamento regionale pari a 2.478.825 euro degli oltre cinque milioni complessivi di cui 3.029.675,00 a carico delle tre imprese.

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Pubblicato il
12 Agosto 2017

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