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“Villaggio della carità” nel quartiere Corea in nome del cavaliere del lavoro Tito Neri

LIVORNO – Per i pochi di noi che ancora hanno, grazie al privilegio dell’età, il personale ricordo del cavaliere del lavoro Tito Neri, il Villaggio per i poveri aperto nei giorni scorsi nel quartiere Corea, che da oggi porta il suo nome, appare come la realizzazione di una sua volontà. Perché il “sor Tito”, come voleva che lo chiamassero familiarmente i suoi dipendenti, aveva assaporato da giovane anche i morsi della fame; e non se n’era dimenticato. Come ha ricordato il nipote Piero Neri – anch’egli cavaliere del lavoro ed oggi a capo di un impero di aziende nate dalla volontà e dall’intelligenza del gruppo – “la famiglia è venuta dalla povertà e non ce ne dimentichiamo”.

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Belle parole quelle di Piero Neri. Anche perché l’uomo è tradizionalmente tanto parco di dichiarazioni che un tempo lo battezzai La Sfinge. Però all’inaugurazione del villaggio della Carità “Tito Neri” a Corea, Piero si è commosso e si è lasciato andare. Ha persino parlato più a lungo dei consueti interventi-flash. Ha detto, in sostanza, di essere felice del contributo dato a un’operazione dedicata ai meno fortunati. Un’operazione che metterà su a breve anche una più che dignitosa mensa e che si propone di allargare ulteriormente l’iniziativa fortemente voluta dal vescovo Simone Giusti, dalla Fondazione Livorno di Riccardo Vitti e dalla Caritas labronica.
E’ nato, questo Villaggio della Carità di Corea, anch’esso da umili origini. Anzi, da origini di vera emergenza; come furono quelle che con la guida di un non dimenticato don Nesi fecero assemblare in una delle aree più povere della città un insieme di baracche, containers e prefabbricati che accoglievano i diseredati. L’allora primitivo villaggio di don Nesi – che pure tanto ha operato – è stato trasformato dal vescovo-architetto Giusti. E il sostanziale contributo economico del gruppo Fratelli Neri ha permesso di realizzare un centro dignitoso e moderno, che servirà da base operativa per ben seicento volontari, tutti dedicati a rotazione, ad alleviare i problemi di sopravvivenza dei livornesi meno fortunati. Nominato portavoce di tutti i cavalieri del lavoro della Toscana, Piero Neri ha assicurato che l’ala protettrice del suo gruppo rimarrà sopra il Villaggio. Una garanzia per un futuro sereno, come hanno sottolineato anche il prefetto Anna Maria Manzone e gli operatori dell’Opera della Madonnina del Grappa, sotto le cui insegne don Nesi aveva creato il proto-villaggio di Corea.
(A.F.)

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Pubblicato il
30 Dicembre 2017

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