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Confindustria interviene a tutela dei porti turistici

LIVORNO – Prosegue la polemica aperta da alcuni pescatori professionisti – sottolinea una nota di Confindustria Livorno/Massa Carrara – che vorrebbero ormeggiare gratuitamente nel porto Cala de’ Medici, costruito nel 1999, pur non essendo previste aree di banchina per la pesca professionale.

Il tema è noto. Il Master Plan dei Porti toscani, – continua la nota – che costituisce parte integrante del PIT 2007, indica tra gli indirizzi da perseguire nella pianificazione delle aree portuali, tra gli altri, quello diretto “a ridurre la conflittualità tra funzione pesca e attività del porto turistico, prevedendo strutture, servizi e dotazioni portuali specificatamente destinate avendo cura di favorire la migliore integrazione tra dette attività”. Tale indirizzo può essere perseguito nei nuovi porti turistici, ma è difficilmente applicabile – sostiene Confindustria – a realtà portuali turistiche già consolidate, realizzate antecedentemente al Master Plan ed al PIT.

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Allo stato attuale, poiché la concessione demaniale e il regolamento del porto turistico non prevedono la funzione della pesca – sottolinea Confindustria – concedere l’ormeggio alle unità da moto-pesca metterebbe in grave difficoltà le altre attività portuali, oltre a rappresentare una violazione delle clausole concessorie con le conseguenti implicazioni amministrative.

Va inoltre ricordato che il 12 febbraio di quest’anno, è entrato in vigore il nuovo Codice della Nautica da Diporto che contiene una nuova normativa sugli ormeggi al transito, anche per disabili. Anche queste nuove disposizioni – afferma la nota di Confindustria – difficilmente potranno essere applicabili alle infrastrutture portuali preesistenti, dal momento che ciò determinerebbe  lo stravolgimenti delle assegnazioni dei posti barca già definiti .

Su questi temi Confindustria Livorno e Massa Carrara e la Commissione Regionale per la Nautica di Confindustria, si sono già confrontati con la Regione avanzando proposte dirette ad affrontare sia il problema della promiscuità di funzioni nei porti turistici, sia l’applicazione della nuova normativa del diporto.

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Pubblicato il
17 Marzo 2018

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