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Marittimi, urge censimento

ROMA – Tutti ne parlano, anche per la guerra in corso tra armatori nazionali, che i marittimi e le loro associazioni se li contendono con proposte, lusinghe e qualche volta anche interventi di parlamentari. Ma chi sono oggi, e quanti sono, i marittimi italiani? Se lo chiede il sindacato Fit-Cisl che in una nota torna a sollecitare il nuovo governo “sull’urgenza di aggiornare il censimento dei marittimi italiani”.

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“La nuova anagrafe nazionale della gente di mare – prosegue l’organizzazione sindacale – dovrebbe contenere tutte le certificazioni in corso di validità in possesso di ogni singolo marittimo, per consentire che sia l’azienda che la capitaneria di porto, al momento della stipula di convenzioni di arruolamento, siano a conoscenza dell’effettivo possesso da parte del marittimo dei requisiti necessari in base alle normative. L’assenza di un censimento aggiornato determina una sostanziale incertezza in merito al reale numero di lavoratori marittimi abilitati all’imbarco e in cerca di occupazione”.

“Già da tempo – aggiunge la Fit-Cisl – abbiamo proposto di costruire un nuovo sistema di collocamento della gente di mare più moderno ed efficiente, informatizzato e dove dovrebbero risultare tutti i marittimi iscritti alle matricole della gente di mare”.

Oggi il collocamento avviene, come noto, nelle Capitanerie di porto attrezzate con gli uffici “gente di mare” ma spesso questi uffici hanno difficoltà a colloquiare tra loro e il settore rimane di fatto, secondo gli stessi marittimi, a compartimenti stagni.

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Pubblicato il
11 Agosto 2018

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