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A Lecce per il primo incontro oltre 40 studiosi di 26 paesi

Nella foto: Rosita d’Amora.

LECCE – Si sono riuniti a Lecce all’Università del Salento da giovedì a ieri, al Monastero degli Olivetani (viale San Nicola, Lecce), più di 40 studiosi da 26 paesi coinvolti nel progetto di ricerca “People in Motion: Entangled Histories of Displacement across the Mediterranean (1492-1923)”: diretto dal professor Giovanni Tarantino dell’Università di Firenze e finanziato dall’Unione Europea – Horizon 2020 Framework Programme. Si tratta di un progetto di durata quadriennale che, attraverso diversi approcci disciplinari e con una serie di incontri periodici, conferenze a tema, summer school e pubblicazioni, ha lo scopo di indagare le molteplici forme di mobilità di persone, idee, documenti e cose nel bacino mediterraneo a partire dalla fine del quindicesimo secolo fino ai primi decenni del ventesimo secolo.

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È il primo meeting annuale del progetto, spiega la professoressa Rosita D’Amora, associata di Lingua e cultura turca e Storia e cultura del Medio Oriente e dei Balcani a UniSalento, tra i membri italiani del progetto COST e organizzatrice locale dell’evento. “Che si svolga a Lecce e nel nostro Ateneo è un segnale di riconoscimento per una città e un’università con una naturale vocazione mediterranea. Il tema è di importanza cruciale: si punta a rintracciare e comprendere criticamente le origini storiche dell’attuale crisi migratoria in Europa, focalizzando l’attenzione sulle risposte emotive delle persone e delle comunità coinvolte in fenomeni simili nel tempo. Si è parlato di persecuzioni religiose, schiavitù, tratta, esplorazioni, e anche di imperialismo e catastrofi naturali. “Displacement è il termine usato per ri-concettualizzare i movimenti delle persone nei secoli con acume storico, consapevolezza e compassione. Siamo quindi lieti di accogliere una rappresentanza dei circa 100 ricercatori di varie aree disciplinari coinvolti nel progetto”.

Sono state aperte al pubblico le lezioni dei keynote speakers professor Giancarlo Casale dell’European University Institute (Padiglione Chirico, Monastero degli Olivetani, sul tema “Humanist, Captive, Renegade: Three Modes of Displacement in the Ottoman Mediterranean”), e professor Iain Chambers dell’Università “L’Orientale” di Napoli (Padiglione Chirico, Monastero degli Olivetani, sul tema “Migration, the Mediterranean and the Fluid Archives of Modernity”).

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Pubblicato il
12 Ottobre 2019

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