Visita il sito web
Tempo per la lettura: 3 minuti

Sempre più Smart Working: un vademecum per gestirlo

MILANO – Da un’indagine che Mansutti, storico broker assicurativo indipendente, ha realizzato, tra dicembre e la prima metà di gennaio scorsi, su un campione rappresentativo di oltre 30 imprese, affrontando il tema delle complessità da gestire nello smart working, è emerso l’identikit dell’azienda media che da quasi un anno a questa parte si trova di fronte alla necessità di riorganizzarsi internamente con nuove modalità di lavoro e di interconnessione.

[hidepost]

Tra i dati rilevati: il 60% delle aziende, di cui in gran parte con un fatturato di oltre 10 milioni di euro e con più di 50 dipendenti, nel post-covid continuerà ad utilizzare questo strumento in percentuali non superiori al 20% della forza lavoro; ad oggi la conoscenza su come contrattualizzare il lavoro agile non è sufficientemente adeguata, il 50% dei titolari di impresa afferma infatti di non disporre di informazioni chiare e precise su forme e modalità attraverso cui regolarizzarlo; il 77% delle aziende ha dotato i propri dipendenti di strumenti idonei per svolgere l’attività lavorativa da casa; quasi un quarto delle aziende ha verificato gli spazi di lavoro, la connessione di rete e ha avviato attività di formazione tecnica e comportamentale; esiste la consapevolezza generale del pericolo a cui è esposta la sicurezza dei dati aziendali, ma solo il 36% delle aziende è ricorso all’implementazione di misure di protezione idonee, intervenendo sulla struttura IT, modificando firewall, antivirus, authority agli accessi o VPN gateway per garantire la continuità operativa; la maggioranza (il 56,7%) considera il lavoro da casa più uno svantaggio che un vantaggio, i titolari di azienda ritengono che la flessibilità lavorativa abbia infatti determinato maggiori carichi di lavoro.

Mansutti ha quindi stilato un vademecum di sei step essenziali e utili alle aziende per assicurarsi continuità operativa in ogni circostanza, rendimenti, protezione degli asset e mitigazione dei rischi:

– Verifica della contrattualistica assicurativa in atto; mappatura e trasferimento dei rischi;

– Negoziazione e Redazione di accordi di smart working collettivi e individuali;

– Assessment e implementazioni in ambito data protection e cybersecurity;

– Analisi degli spazi e relative destinazioni d’uso per produrre proposte progettuali inerenti lo smart working;

– Elaborazione di un Piano di Business Continuity strutturato da aggiornare ogni anno;

– Coordinamento di tutte le attività dedicate ai lavoratori: la formazione, la comunicazione interna ed esterna, le azioni di change management per realizzare e supportare l’evoluzione culturale e organizzativa aziendale.

Il confine lavorativo-personale, diventato più labile con lo smart working, ha evidenziato nuovi casi di infortuni che potrebbero non essere coperti dall’INAIL: va verificata la definizione di eventuali polizze a copertura del solo rischio professionale per la concreta sovrapposizione del rischio da infortunio domestico a quello lavorativo. Eseguire un check della clausola di definizione della copertura professionale ed extraprofessionale nelle polizze infortuni e quella di assicurato nella copertura di responsabilità verso i prestatori di lavoro può fare la differenza.

Per far fronte a tutte le diverse complessità, Mansutti, insieme a partner e professionisti esperti di consulenza legale, cybersecurity, architettonica, tecnologica e manageriale, ha dato vita al progetto di alleanza Workegg. Il suo obiettivo è fornire un servizio di smart change management. L’iniziativa è nata dall’esigenza di supportare contesti professionali e comunità aziendali nel processo di evoluzione organizzativa per mantenerne la competitività. Oltre a Mansutti, che gestisce l’area assicurativa nell’individuare le modifiche necessarie a colmare le lacune dei trasferimenti dei rischi, vi sono: Arclab, società di ricerca e servizi per i progetti di architettura; Rödl & Partner, team multidisciplinare internazionale in ambito fiscale, legale, giuslavorista, smart working; Twt, leader nel mondo di servizi Tlc e Ict; Maria Cristina Vaccarisi, esperta in progettazione e deployment di people strategy; Paola Brumana Cenciarini, esperta in well-being advisor, executive coach, mentoring; Visionando, gruppo esperto in piani industriali, digital transformation, M&A.

[/hidepost]

Pubblicato il
30 Gennaio 2021

Potrebbe interessarti

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio