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Altre navi e nuovi missili alla Marina

ROMA – In tempi di forti tensioni internazionali, con Usa e Russia che si prendono a gomitate (virtuali ma nemmeno troppo) e con la Cina che ogni giorno potenzia il proprio apparato militare, anche la nostra Italietta sta facendo il possibile per non rimanere come il classico vaso di coccio tra quelli d’acciaio. Tra l’altro è chiamata a svolgere compiti di polizia marittima come nel Corno d’Africa e nel Golfo di Guinea. (nella foto una ispezione anti-pirati della fregata italiana F 593 nell’Oceano indiano). Ciò nonostante c’è chi considera gli impegni dell’Italia per la propria Marina Militare come “sprechi” o peggio: come si è letto di recente in merito a un dibattito televisivo in cui il viceministro della difesa Giorgio Mulès’ è giustamente incazzato con il conduttore di “Presa diretta” che lamentava la buona tenuta delle imprese strategiche italiane e considerava questo tipo di industria quasi come una istigazione alla guerra…

Detto ciò, le punte di diamante del settore militare italiano sono di questi tempi Fincantieri e Leonardo: la prima per il programma delle fregate FREMM, che sarebbero appetite anche da alcune nazioni del nostro Mediterraneo; la seconda perché sta vendendo i velivoli M-346 da addestramento e i satelliti da osservazione considerati tra i più avanzati del mondo anche alla Grecia. Tra gli acquirenti che trattano, secondo un approfondito rapporto apparso qualche tempo fa sul quadrimestrale “Start Magazine”, ci sarebbero anche altri paesi. Due fregate del programma Fincantieri per la Marina italiana sono state già vendute (come riferiamo nel corsivo) anche all’Egitto. Il programma per l’Italia prevede dieci unità FREMM che avrebbero dovuto essere consegnate entro il 2022 ma che slitterà di un paio d’anni. Fincantieri ha anche avuto – come già pubblicammo – un ordine per due sottomarini U-212 FMS che potranno essere seguiti da altri due con i prevedibili aggiornamenti.

Tra i finanziamenti per l’apparato militare navale ci sono anche i recenti Ok per il “munizionamento guidato” Vulcano di OTO Melata (nel frattempo confluita anch’essa nel gruppo Leonardo) per i cannoni automatici italiani OTO da 127. Si tratta di un aggiornamento che insieme all’adozione del missile navale “Teseo” rende la nostra Marina meno soggetta alle forniture estere. Mbda, il principale consorzio europeo costruttore di missili e tecnologie per la difesa di proprietà congiunta tra Airbus e BAE Systems, con il 37,5% di azioni ciascuna, e Leonardo, con il restante 25%, ha reso noto che fornirà alla Marina Militare italiana il nuovo missile da crociera Teseo Evolved Weapon System, denominato Teseo Mk2/E. Questo sistema di nuova generazione si basa sulla nota famiglia Teseo, conosciuta in tutto il mondo come Otomat, e permetterà un sostanziale miglioramento delle capacità antinave della nostra Forza Armata.

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Teseo Mk2/E, si legge nel comunicato dell’azienda, sarà in grado di contrastare efficacemente bersagli sia marini che terrestri a lunghissimo raggio ed eserciterà autonomamente il pieno controllo della missione durante il volo missilistico. Il sistema integrerà un’innovativa pianificazione della missione e un nuovo seeker a radio frequenza, con opzioni per funzionalità e capacità aggiuntive nel prossimo futuro. Teseo Mk2/E – sottolinea il portavoce dell’azienda – è la risposta a minacce in continua evoluzione, che generano la necessità di implementare nuovi requisiti operativi. Questa soluzione è il risultato delle attività tecniche e programmatiche che Mbda e la Marina Militare italiana hanno portato avanti congiuntamente negli ultimi tre anni, sviluppando il concetto di questo avanzato sistema.

Teseo Mk2/E equipaggerà i cacciatorpediniere di nuova generazione Ddx e potrebbe sostituire la precedente versione Mk2/A a bordo delle fregate di classe Fremm e Orizzonte tramite retrofit. I nuovi Pattugliatori Polivalenti d’Altura (PPA), attualmente in produzione e di cui è stato recentemente varato il “Raimondo Montecuccoli” ne sarebbero ugualmente dotati.

A.F.

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Pubblicato il
31 Marzo 2021

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