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La sfida di “Palumbo Spa” nelle riparazioni e yachting

Una rete di cantieri in forte sviluppo già in grado di reggere la concorrenza dei paesi low cost – A Malta assistenza a tutti i brand del diporto nautico

Antonio Palumbo

NAPOLI – Un gruppo tra i più dinamici nel Mediterraneo, una crescita esponenziale di cantieri, di iniziative, di speranze. Di recente abbiamo presentato i nuovi cantieri Palumbo di Malta, oggi ecco l’intervista ad Antonio Palumbo, presidente del gruppo e vero motore del suo sviluppo.

Tra le realtà nazionali che si muovono in campo marittimo, il suo gruppo è da tempo tra i più dinamici e non solo nella storica “location” di Napoli. Può sintetizzare la ragione della scelta di allargarsi anche ai cantieri di Messina e più di recente di Malta?

“Abbiamo lavorato sempre con lo scopo di essere a fianco degli armatori per risolvere ogni tipologia di esigenza perché la nostra esperienza ha dimostrato che gli armatori rispondono con la fedeltà a coloro che operano con facility adeguate e professionalità al fine di soddisfare tutte le difficoltà che si incontrano nella gestione delle proprie flotte”.

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Nella speranza che i recenti sconvolgimenti degli assetti politici e sociali nel Maghreb trovino presto soluzione, ritiene che in un futuro più o meno prossimo ci siano per la Palumbo Spa interessi di radicamento anche sulla sponda sud del Mediterraneo, specie per le riparazioni navali?

“Il Mediterraneo è sempre stato un grande crocevia strategico di traffico marittimo, quindi, per le note vicende politiche che stiamo vivendo siamo seriamente preoccupati; pur tuttavia, da ottimisti, crediamo che non ci saranno grandi sconvolgimenti”.

Il settore delle riparazioni e trasformazioni navali è passato attraverso cicliche crisi e forti riprese, con il progressivo spostamento dell’interesse degli armatori verso est, in particolare verso la Turchia che ancora oggi offre condizioni interessanti. Ritiene che esista una forte concorrenza turca (ed eventualmente di altri cantieri dell’Est Mediterraneo) per il suo gruppo? Ed eventualmente quali sono i principali punti di forza di Palumbo Spa nei loro confronti?

“Il fattore Turchia non è il solo esistente, crediamo infatti che ci siano anche altri paesi che praticano concorrenza; a tal proposito noi siamo in grado di accettare la sfida con l’organizzazione, la grande professionalità e le facility messe a disposizione per risolvere ogni problema espresso dagli armatori”.

Il vostro radicamento a Napoli non è mai venuto meno, malgrado le tante difficoltà legate a un’area portuale in cui gli spazi sono fortemente condizionati. Quali progetti avete per il prossimo futuro in zona?

“Napoli è e resterà sempre la nostra principale base di attività; siamo tuttavia impegnati ad avviare una riscossa in un’area con grande potenzialità come questa, partecipando attivamente anche alla vita politica del porto con impegno, dedizione ed esperienza di successo ultra quarantennale maturata sinora”.

Un’attività relativamente nuova del gruppo è quella nel campo dei mega-yachts, con i “Columbus” di cui il primo esemplare sta per scendere in mare. Può dirci com’è nata questa branca della Palumbo in un settore non facile per l’esistenza di tanti storici brand, e quali sono i progetti per il futuro?

“La passione e l’umiltà di essere presenti come imprenditori allo sviluppo del porto di Napoli, ci ha portato ad affacciarci a questo nuovo campo diversificando il core business principale iniziale del gruppo Palumbo”.

Sempre nel campo dei mega-yachts, è noto che uno dei problemi nel Mediterraneo è la carenza storica di strutture di ricovero invernale, per la manutenzione e il refitting. Il vostro cantiere di Malta è stato acquisito anche con la prospettiva di dare ai “Columbus” un’assistenza garantita? Ed opererà, riteniamo, anche nei confronti del libero mercato senza alcuna esclusione di altri marchi?

“Grazie all’acquisizione del cantiere Superyachts di Malta, abbiamo risolto molti dei problemi infrastrutturali, acquisendo delle notevoli strutture nel centro del Mediterraneo e un know how eccezionale di grande professionalità; siamo in grado, quindi, di assistere tutti i brand esistenti nel settore dei superyachts”.

Rispetto al “core business” delle riparazioni e manutenzioni navali, la parte relativa allo yachting quale percentuale potrà raggiungere, nelle prospettive di crescita del gruppo,  rispetto al fatturato globale?

Dopo la nostra esperienza del Columbus e l’acquisizione del cantiere di Malta crediamo che la percentuale del fatturato aumenterà in modo considerevole rispetto alla crescita del nostro gruppo”.

A.F.

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Pubblicato il
30 Marzo 2011

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