Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Statue femminili e il tabù sessista

Nelle foto: La statua contestata.

Ci darebbe da ridere, scrive un lettore di Salerno: l’inaugurazione di una bella statua di bronzo della Spigolatrice di Sapri, descritta da una nota poesia patriottica, ha scatenato le ire di alcune signore che hanno giudicato il lavoro troppo sessista. L’intervento:

Ma allora le statue del Canova, o il monumento a Brigitte Bardot nuda in Costa Azzurra, vanno anch’esse distrutte? Ma davvero, che sta succedendo in Italia in merito l’immagine femminile? Per non essere accusati di sessismo bisogna solo riprodurre donne brutte? O ritornare ai tempi della regina Vittoria d’Inghilterra, quando coprivano anche le gambe delle sedie per non ispirare pensieri sessisti? Ma il sesso poi, perché spaventa tanto?

[hidepost]

*

Il monumento di cui parla il lettore è stato svelato alla cittadinanza di Sapri domenica 26 settembre, alla presenza delle autorità locali. È in bronzo, a dimensione naturale e francamente non ci sembra osceno anche se mette in risalto le curve femminili. Ma quando la foto ha circolato online ed è stata condannata da alcune esponenti politiche (da Boldrini a Cirinnà e Repetti). L’artista si difende: “Allibito e sconfortato”. Lo stesso sindaco di Sapri Antonio Gentile l’ha difesa: “La nuova statua della Spigolatrice di Sapri è stata realizzata con maestria e impeccabile interpretazione dall’artista Emanuele Stifano. Trovo, invece, oltremodo violento, a tratti sessista e offensivo per la nostra comunità da sempre impegnata contro tutte le violenze di genere l’articolo dell’ex senatrice Manuela Repetti. Oltre a mostrare scarsa conoscenza della storia locale e della storia dell’arte, incita all’abbattimento della nuova statua come è avvenuto, purtroppo, recentemente in altri paesi privi di Democrazia o in passato con la censura”.

Fin qui sulla statua, diventato un caso politico. In quanto alla condanna del sesso, o almeno delle immagini che possono richiamarlo, se non si tratta di pornografia non riusciamo davvero a capirlo. Ma forse è una questione di educazione generazionale

[/hidepost]

Pubblicato il
2 Ottobre 2021
Ultima modifica
5 Ottobre 2021 - ora: 09:24

Potrebbe interessarti

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio