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Strategie e impegni per Livorno

VALENCIA – Emanuele Grimaldi ha dedicato, nel corso degli incontri stampa del grande meeting del gruppo, anche molta attenzione al porto di Livorno. Su domande di Michela Berti (La Nazione) e di Mauro Zucchelli (Il Tirreno) pur premettendo di non occuparsi dell’operativo delle banchine, ha dimostrato invece di avere una visione strategica sul porto molto approfondita. E di essere molto coinvolto nello scalo, ma anche consapevole dei suoi limiti.

In sostanza: la soluzione proposta dall’AdSP di spostare le navi ro/ro Grimaldi dalla Sintermar alla banchina ad Alto Fondale, per il Gruppo è un passo avanti, anche se riguarda solo alcune tipologie. Un dettaglio: sull’Alto Fondale Grimaldi lavora con la compagnia portuali, senza discriminanti. L’impegno sociale fa parte del DNA del Gruppo.

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Per altre, le navi “Eco” più grandi, Livorno va davvero sempre più stretta, ma per la compagnia rimane di fondamentale importanza. “Livorno è strategico per l’intero Gruppo – ha detto ancora Emanuele Grimaldi – e come Gruppo, siamo quello che scala con il maggior numero di navi le sue banchine. Ma proprio come Livorno è importante per noi, noi siamo importanti per lo scalo; e ci aspettiamo risposte alle nostre esigenze.” Post-scriptum, una riflessione sulla quale riflettere: “Livorno per noi è strategico, ma non è l’unico porto nel range del Tirreno”.

Il tema, in sostanza, è quello sul quale il Gruppo batte da tempo: banchine, spazi di banchina, velocizzazione delle pratiche, facilitazione del multipurpose (passeggeri compresi).

Non si può dire che Grimaldi e i suoi non siano stati e non siano chiari. Anche se confermano la pazienza di voler attendere i nuovi assetti che saranno aperti (speriamo) dalla Darsena Europa: e dalla liberazione, a quel punto, della Darsena Toscana, con la “strettoia” del Marzocco migliorata grazie all’allargamento e al microtunnel; e quindi con la disponibilità finalmente di banchine e piazzali per i ro/ro e i ro/car.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
13 Ottobre 2021

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