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Quella piazza di Pisa intestata Luciano Lischi

Nella foto (da sx): Mauro Mancini con Luciano Lischi.

PISA – Non è una piazza qualsiasi quella che nei giorni scorsi nel Comune di Pisa ha intitolato a Luciano Lischi: è infatti quella sulla quale si è affacciata per decolli la storica tipografia dove Luciano Lischi – inizialmente con il collega Nostri – ha svolto un’attività culturale di primo piano, con testi universitari. Belle ristampe e per quello che più è legato al nostro mondo della navigazione, la celebre collana ideata e diretta da Mauro Mancini “Il tagliamare”.

Si parla degli anni sessanta, quando ancora non esistevano i GPS e tantomeno tutte le diavolerie elettriche oggi in grado di fare il punto-nave schiacciando un pìppolo. Tauro Mancini, allora invago di grido del quotidiano La Nazione ma anche fondatore con Carlo Marincovich della rivista nautica “Forza 7”, s’inventò una serie di manuali che rendevano più facile sia la vita di bordo delle barche a vela, sia la ricerca delle rotte intorno all’Italia. Uscirono, tra gli altri, i volumi disegnati del “Navigare lungocosta” che riportavano in chiave semplice rotte (indicate in gradi bussola) e distanze tra i porti, i porticcioli e le coste italiane. Volumi che diventarono la guida di migliaia di aspiranti marinai, furono ristampati in almeno una decina di edizioni tutte aggiornate e rimasero a bordo delle barche anche anni dopo la diffusione del GPS. La collana del “Tagliamare” passò poi, quando Luciano Lischi non ce la faceva più a sostenerla, alle edizioni Class di Paolo Panerai – altro grande amico di Lischi e di Mancini – dove è andata lentamente spegnendosi per il progredire dell’elettronica di bordo.

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Fin qui la storia della collana. Ma Luciano Lischi, oltre che un illuminato editore, è stato anche un raffinato scrittore, poeta ironico e disincantato, grande appassionato di mare e di vela. Personalmente lo ricordo nelle sue crociere a bordo del QUIZ di Mauro Mancini, con le sue strofe pungenti sugli eventi quotidiani, con la sua innata signorilità e con l’affetto verso Mauro, la Roberta, il “circo” della piccola vela che allora ci sembrava una grande impresa. La piazza di Pisa Luciano se l’è meritata ampiamente: come l’affetto e il ricordo di tutti noi superstiti a quella stagione che fu grande malgrado noi, in sostanza, ancora fossimo piccoli sognatori.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
2 Aprile 2022
Ultima modifica
5 Aprile 2022 - ora: 12:11

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