Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Sempre più allevamenti in mare aperto

MELBOURNE – 🗣 «Mentre gli impatti negativi di alcuni tipi di acquacoltura sono ben noti, possiamo usare l’acquacoltura come strumento per rallentarli o fermarli e aiutare a ripristinare gli ecosistemi che sono stati in gran parte persi nel corso dell’ultimo secolo», ha dichiarato 👤 Kathy Overton che ha guidato un gruppo di ricerca dell’università australiana di Melbourne.

Ogni anno milioni di tonnellate di pesci  🐠🐟🐡, gamberi 🦐, molluschi e alghe vengono allevati per scopi alimentari. Proprio da qui potrebbe derivare un beneficio ambientale, se l’acquacoltura viene gestita nel modo e nel posto giusto.

Ad esempio, le alghe e i molluschi allevati nelle acque costiere possono rimuovere i nutrienti in eccesso che derivano dal deflusso urbano o agricolo e ridurre la probabilità di fioriture di alghe tossiche che uccidono pesci e altri organismi acquatici.

In Italia l’acquacoltura sta prendendo piede con ottimi risultati sia sul medio e basso Tirreno, sia nello Ionio, in Sicilia e in Adriatico. Vengono allevati in particolare orate, spigole/branzini e cozze ma si sta tentando anche con il prezioso tonno rosso. In acqua dolce oltre a trote, salmoni, carpe e anche storioni la varietà  ancora maggiore.

*

Perfino le associazioni ambientaliste stanno guardando alle tecniche di acquacoltura come a una possibilità per creare nuovi modi per ripristinare o conservare specie e habitat.

La più grande organizzazione mondiale per la conservazione della natura, The Nature Conservancy (TNC), ha deciso di impiegare l’acquacoltura come sistema per ripristinare gli ecosistemi marini danneggiati, a cominciare dalle barriere coralline che hanno un grande valore ecologico: sono habitat importanti per molte specie marine e migliorano la qualità dell’acqua.

Grazie all’acquacoltura è possibile ripristinare le popolazioni ittiche vulnerabili o in via di estinzione in tutto il mondo, “ripopolando” i pesci d’allevamento coltivati nei loro habitat.

I ricercatori hanno anche sollevato il problema degli acquari marini domestici, in cui sono presenti specie raccolte dalle barriere coralline. Per questo stanno sviluppando dei metodi per allevare anche specie e allentare la pressione sulle specie selvatiche. Bisogna però fare attenzione, concludono i ricercatori, al “Green washing” ovvero alle operazioni che sono falsamente green.

Pubblicato il
4 Marzo 2023

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio