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Via all’anno di studi per ufficiali e gentiluomini

Giuseppe Cavo Dragone

LIVORNO –

Niente tintinnar di sciabole ⚔, niente pugnali 🗡 tra i denti 🦷.

All’inaugurazione dell’anno di studi dell’Accademia Navale i temi dell’informazione ambientale e della salute, quelli della formazione scientifica e culturale e infine la comprensione dei grandi cambiamenti geopolitica del mondo sono stati nettamente prevalenti. Tante divise con il massimo dei galloni sulle greche ma anche tanta università, e tanta sanità al massimo livello nazionale.

A ricordare che si è trattato di un evento della nostra marina da guerra (brutta parola, ma siamo nel mondo reale, non nel metaverso) è stata la proiezione sui maxi-schermi della lectio magistralis preparata dall’ammiraglio di squadra (r) 👤 Cristiano Bettini su compiti, iniziative e realtà della Nazione in campo militare, sociale e marittimo. Anche il capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio di squadra 👤 Giuseppe Cavo Dragone (in Accademia i “vecchi” lo ricordano allora comandante dell’Istituto con l’amichevole incoronazione a “duca di Hormuz”) ha ribadito il tema della formazione, dell’empatia nel comando e della spinta ad agire supportata dalla conoscenza dei fatti.

Più tecnico un passaggio del capo di Stato Maggiore della Marina ammiraglio di squadra 👤 Enrico Credendino con la citazione delle 22 missioni navali italiane in corso in quello che è da tempo il Mediterraneo allargato, che va dall’Atlantico al Mar Rosso, dal Golfo di Guinea a quello Persico.

Nel senso: la vostra realtà è il mondo, con il suo straordinario divenire.

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Lorenzano Di Renzo

In chiusura il contrammiraglio Lorenzano Di Renzo, comandante da pochi mesi dell’Istituto, si è brevemente intrattenuto – nel bel piazzale del Brigantino inondato dall’inconsueto sole di sabato scorso – sui temi della formazione professionale degli allievi, tesa a farne ufficiali e gentiluomini (e gentildonne, vista ormai la nutrita esperienza di ragazze tra i ranghi), con una visione allargata al mondo, una forte collaborazione umana e professionale con le altre marine militari amiche, e un sempre più stretto rapporto con il territorio, la città e la sua gente. Senza dimenticare l’accenno allo stretto interscambio di esperienze e di tecnologia con le nazioni marittime più avanzate: a fronte delle quali la nostra Marina Militare ha anch’essa da vantare le proprie eccellenze.

Nelle varie prolusioni ex cathedra i temi della formazione professionale si sono dunque incrociati con quelli più allargati della consapevolezza del mondo che cambia e dell’importanza di conoscerne gli indirizzi, sia in campo scientifico che ambientale e infine culturale. Si sono succeduti sui maxischermi le schede del World Health Institute sulla salute, sull’alimentazione e sull’inquinamento del mare da microplastiche e veleni: con il dichiarato obiettivo, compito non soltanto sussidiario ma tra i primari della Marina, di contribuire all’analisi dei fenomeni e alla deterrenza degli stessi.

La cerimonia si è chiusa con la consegna dei premi di studio di vari enti e istituzioni alla dottoressa Daniela Galiano, al tenente di vascello Giuseppe Maggiore e al guardiamarina Umberto Fontana. 

*

Da due giorni, dismesse le divise di gala, adesso tutti in maglione blu a studiare.

E in Accademia si studia 📚 📚 molto, anche perché se tanti sono i chiamati nel primo corso, pochi saranno alla fine gli eletti.

Per molti c’è anche in vista lo straordinario viaggio di formazione marinaresca della prossima estate sulla nave scuola Vespucci: il giro del mondo a vela, da tre anni programmato e rinviato per la pandemia.

Questa volta sembra proprio che ce la faranno.

(A.F.)

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Pubblicato il
8 Marzo 2023
Ultima modifica
9 Marzo 2023 - ora: 12:20

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