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L’Unicoop gli uomini e le ancore

Maurizio Lucarelli

LIVORNO – Comunque la si voglia considerare, la sfida di Maurizio e Cristiano Lucarelli nel porto di Livorno è di quelle che fanno riflettere. E non solo perché è apparsa a molti una sfida impossibile, che ha avuto momenti di vera crisi con il “terminalino” sul canale industriale: ma anche perché ci sono stati momenti in cui non si capiva bene se stesse affondando la Unicoop Cooperativa, la Unicoop Impresa o entrambe.
Lunedì scorso al ristorante dello Yacht Club Livorno i due Lucarelli – padre e figlio, Maurizio e Cristiano – hanno tagliato la torta del 30º compleanno della cooperativa (come abbiamo riferito mercoledì) ma hanno anche fatto il punto sulle prospettive di quest’anno: un anno che per molte aziende si presenta drammatico “quasi” o addirittura “più” del 2009.
Una piccola notazione: c’erano, allo Yacht Club, tanti invitati, compresa la stampa (e ringraziamo Maurizio per averci voluti con loro). C’erano anche Giorgio Kutufà, Enzo Raugei, Enio Lorenzini e Ugo Grifoni, Giorgio Neri, più vari esponenti politici. Non c’erano, per quanto invitati, il sindaco Cosimi e il presidente dell’Authority Piccini, impegnato con il padre Italo.

Sui temi relativi alle prospettive, Maurizio Lucarelli è apparso ottimista. Realisticamente, oppure con lo spirito di sempre, che è stato quello di buttare l’anima al di la dell’ostacolo a costo anche di farsi male (come è successo con il “terminalino”) ? Di fatto, Lucarelli con Unicoop Impresa ha vinto la partita di Tirrenia, che dall’inizio dell’anno attracca con sei navi alla settimana, ha recentemente avviato la linea (ancora senza accosto fisso: ma da qualche parte dovrà averlo) per Alvigini e sta mettendo altro fieno in cascina. Risultato: raddoppio del fatturato, che peraltro nel 2009 non è stato certo brillante. Ma i due Lucarelli guardano al futuro senza farsi condizionare dal passato. Anche perché nel frattempo sono riusciti a rimettere in piedi i conti e la redditività di Unicoop Cooperativa. Che in trent’anni – il compleanno festeggiato allo Yacht Club con le autorità e il giorno prima con i soci – ha visto diminuire l’organico a 142 unità (quasi dimezzato) ma in compenso ha trasformato tutti o quasi i soci in specialisti in grado “non solo di lavorare con le braccia ma anche di usare le macchine di banchina e specialmente di affrontare compiti altamente qualificati”. Tanto che – ha citato Maurizio Lucarelli – oggi la cooperativa lavora per Giorgio Neri sulla cellulosa, per l’Olt con i tubi che arrivano via terra al terminalino e ripartono via mare per la piattaforma offshore, con le auto nuove allo sbarco, e per la stessa Tirrenia. Tanto che più volte sono stati chiamati in rinforzo i temporanei dell’Agelp. Conclusioni: dopo la perdita di circa 1 milione di euro del 2009, sulla stessa linea dell’anno precedente (perdite sempre ripianate dalla generosità donchisciottesca di Cristiano) il primo bimestre 2010 sembra aver visto la fine del tunnel e un primo risultato in attivo. Che dire? Auguri Maurizio, auguri Cristiano, auguri a tutti i coraggiosi soci della cooperativa. La crisi non è passata del tutto ma come si dice tra marinai, le ancore e gli uomini si valutano con il brutto tempo.

Antonio Fulvi


Pubblicato il
6 Marzo 2010
Ultima modifica
11 Marzo 2010 - ora: 16:24

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