Asamar e politica del silenzio

LIVORNO – Qualcuno se lo sta chiedendo:  cercasi tracce dell’Asamar, più o meno disperatamente. La storica e gloriosa (in alcuni periodi) associazione degli agenti marittimi livornesi, da qualche tempo a questa parte sembra aver scelto la politica del silenzio. Ovvero, della rarefazione della sua presenza. La sua attività, a detta di molti iscritti, rimane più che altro legata alla diffusione delle circolari che arrivano da Federagenti. Ma in quanto a iniziative locali, assai poco: tanto che anche da Federagenti stessa arriverebbero messaggi abbastanza insoddisfatti. Anche nel caso del taglio delle tasse portuali concesso dal “Milleproroghe”, che rappresenta un indubbio vantaggio per gli armatori da loro rappresentati, gli agenti livornesi non si sono fatti sentire. E a qualche armatore è dispiaciuto.

Sia chiaro: più che critiche ufficiali al “low profil” di Asamar, quelle che arrivano sono  sensazioni e preoccupazioni. Che possono essere anche legate a una scarsa conoscenza dei meccanismi interni di lavoro dell’associazione, e dell’impegno che magari invece il comitato direttivo profonderebbe, senza che dall’esterno si avverta. C’è anche da dire che per gli agenti marittimi in genere – e per quelli livornesi in particolare – il momento non è certo tra i più felici, e ciascuno deve lavorare sodo prima di tutto nella propria parrocchia. Ma insomma, si dice in porto, un po’ più di attivismo e un po’ più di visibilità certo non farebbero male. E dando per scontata la buona volontà del giovane presidente e di alcuni – ma non tutti ? – dei suoi collaboratori più vicini, non dovrebbe essere difficile. Anche perché nel mondo di oggi, apparire è un po’ (e a volte molto di più d’un po’) anche essere.

A.F.

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