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Così funzionerà il terminal “Golar Frost”

LIVORNO – Tutto sta andando a regime, nella costruzione del gasdotto sottomarino tra il terminal – che accoglierà l’anno prossimo la “Golar Frost” a 12 miglia davanti a Livorno – e il Calambrone. Il “Castoro” della Saipem ha terminato la messa in posa dei tubi sul fondo che, dopo l’estate, saranno ricoperti in apposita trincea e corazzati da una soletta di cemento per evitare danni da eventuali ancoraggi.

La “Golar Frost” – che avrà una capacità di rigassificazione pari a 3,75 miliardi di metri cubi all’anno – a sua volta è ai lavori a Dubai nel cantiere Drydocks di Port Rashid per essere riconvertita in FRSU, acronimo che significa Floating Storage Regassification Unit.

L’intervento principale consiste nell’aggiunta a prua di una apposita “torretta” rotante che consentirà il collegamento a un ancoraggio della nave e al gasdotto sottomarino grazie ad appositi snodi.  La nave manterrà un ridotto apparato motore che le servirà a ruotare sul punto fisso della torretta di prua per mettersi al vento e favorire l’accosto delle navi gasiere che dovranno scaricare nei suoi serbatoi il gas liquefatto. L’ancoraggio del punto fisso è costituito da un SPM (Single Point Mooring System) con sei catene sul fondo collegate alla torretta rotante: il tutto a prova delle più forti mareggiate mai registrate in zona. Il gpl liquefatto verrà trasferito dalle gasiere nella “Golan Frost” a sua volta dotata di quattro grandi serbatoi sferici di tecnologia Moss-Rosemberg costruiti in lega di alluminio e magnesio con una capacità totale di 34.275 metri cubi. La gassificazione del prodotto, che arriva liquido, avverrà attraverso una serie di scambiatori di calore con l’acqua di mare: bastano pochi gradi di riscaldamento, ottenuti proprio dall’acqua di mare, per rigassificare il prodotto e immetterlo nella tubazione di 32 pollici verso terra, lunga come noto 29,5 km. A terra una seconda condotta, sempre di 32”, porterà il gas dalla stazione del Calambrone fino a Suese lungo lo Scolmatore dell’Arno dove verrà immesso nella rete nazionale.
Da rilevare che il gas potrà essere acquistato al mercato libero, evitando così i costi – notevolmente alti – del gas attraverso i gasdotti internazionali, che scontano contratti annuali e le notevoli spese dovute alle costruzione e alla manutenzione delle reti. Ad oggi si ritiene che il gas sarà acquistato a prezzi concorrenziali in Libia, Egitto, Algeria ma anche in Oman, Qatar e Nigeria. Come riferiscono gli specialisti che monitorizzano il comparto, oggi un terzo del volume mondiale di gas  naturale viaggia via mare su navi LNG (Liquified Natural Gas). Il terminale livornese dell’OLT avrà una potenzialità di circa un quarto rispetto a quella dell’altro impianto italiano inaugurato di recente a Porto Levante (Veneto) ma con diversa tecnologia, non essendo galleggiante ma in cemento armato su piloni ancorati sul fondale di 29 metri.

Pubblicato il
24 Aprile 2010

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