Ed a Trieste ora sperano nel colpo d’ala

TRIESTE – Qualcuno l’ha già detto fuori dai denti anche a margine della cerimonia di venerdì a Fiumicino. Con il pensionamento dalle Capitanerie dell’ammiraglio Raimondo Pollastrini, per il mondo dei porti italiani si apre una grande opportunità. Tutto sta a vedersi se sarà o no utilizzata.

E tanto per parlar chiaro, il nome dell’ormai ex comandante generale delle Capitanerie circola in particolare a Trieste, dove sta per finire l’era di Claudio Boniciolli. L’attuale presidente della Port Authority, molto caro alle sinistre ma assai meno congeniale agli imprenditori portuali triestini, scade a dicembre. E per quanto le terne non siano ancora state espresse, molti sostengono che un tecnico puro come Pollastrini sarebbe davvero il colpo d’ala per l’Authority. Che peraltro è già stato subito impegnato  come docente di materie professionali all’Accademia Navale.

Ovviamente per Trieste c’è da fare i conti con la politica, con i suoi riti e specialmente con i suoi appetiti di poltrone. Tra gli operatori del porto quasi nessuno intende al momento esporsi con giudizi o previsioni: però su Pollastrini ci sono unanimi giudizi positivi, salvo poi emergere dubbi sulla volontà dei partiti e delle loro “bande” di sostenere un candidato che ha solo il merito di essere davvero esperto, ma ha il notevole demerito di non essere inquadrato in alcuna delle suddette “bande”. Solito discorso: una poltrona a me, una a te e una a lui: poi, se avanza, prendiamo pure in considerazione chi è bravo e farebbe certamente bene…

Vero è che da qui a settembre, quando le terne dovranno essere ufficializzate, molta acqua deve ancora passare sotto i ponti. E proprio per non bruciare nessuno, Pollastrini compreso, tutti tengono la bocca cucita. Ma che Trieste abbia bisogno del colpo d’ala, e specialmente di chi sarebbe capace di darlo, non ci sono dubbi anche se settembre è ancora lontano.

A.F.

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