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Ferragosto ed i dubbi di Gallanti

LIVORNO – Tutti al mare, tutti al mare, a mostrar le chiappe chiare. Irriverente, ma la canzoncina fotografa l’attuale situazione, fino a metà settembre, nelle istituzioni del porto. Il presidente della Port Authority è in ferie e l’apparato lo segue. Non per questo, non ci sono novità: o almeno chiacchiere sulle novità, vere o possibili.

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La novità più vera è che il segretario generale Giorgio Gionfriddo è stato di nuovo prorogato nell’incarico: della sua eventuale sostituzione (o conferma) se ne riparlerà a settembre, nel primo comitato portuale post-estivo. Con quale strategia di Gallanti? Qui si passa alle chiacchiere e alla lettura della sfera di cristallo, perché il presidente è genovese proprio nella parsimonia delle parole e dell’esternizzare le sue opinioni.

La prevalente scuola di pensiero (o se preferite: di lettura della sfera di cristallo) rimane quella della ferma volontà di Gallanti di imbarcare nell’Authority labronica il suo ex segretario generale di Genova Carena. Operazione che tuttavia sembrerebbe ostica per due motivi: le stesse istituzioni cittadine – che si sono espresse a suo tempo per la candidatura di Federico Barbera – non sono disposte ad accettare un altro genovese per una carica di spicco come la segreteria generale; e infine su Carena grava l’ombra della vicenda giudiziaria genovese, che certo non l’aiuta.

Qualcuno parla di un possibile compromesso: Gallanti si accontenterebbe di avere Carena non come segretario generale ma come dirigente addetto al suo gabinetto, e a questo punto si terrebbe per l’intero mandato l’avvocato Gionfriddo all’attuale carica. Per tener caldo il posto a Carena, potrebbe essere rinviato il pensionamento di un dirigente amministrativo che proprio di questi tempi va in maturazione. Insomma, una partita a scacchi, sulla quale il comitato portuale sarebbe chiamato solo all’ultimo, a ratificare (o no) le scelte di Gallanti.

E Barbera? Si tiene defilato, grazie anche al Ferragosto, ma è comunque nella singolare posizione di essere stato indicato da tutto il porto e da tutte le istituzioni (con solo qualche eccezione) e di essere andato a sbattere contro il “niet” di Gallanti. Solo perché quest’ultimo vorrebbe Carena? O ci sono altre motivazioni? E se ci sono, fanno testo le chiacchiere di banchina secondo le quali Barbera ha troppe idee e troppa personalità per essere solo un fedele esecutore?

Tutti al mare, tutti al mare. Se ne riparla a settembre. E buon Ferragosto.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
13 Agosto 2011

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