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E se i voli “entrassero” in porto?

PISA – Tutti a correre in aiuto dei vincitori: non è una novità in Italia, fa parte del Dna. Così, a leggere sulle cronache toscane che la Regione spinge – anzi, s’impegna a spintoni – per un coordinamento/fusione degli aeroporti di Pisa e Firenze, alla luce dei dati appena forniti dalla SAT viene un po’ da ridere.

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Pisa vola, Firenze zampetta metà in terra e metà in goffi tentativi di volo, come un dodo (uccello estinto, n.d.r.). Fusione? Sarebbe come far correre insieme un levriero e un bassotto. Meglio coordinare: ma si è visto che malgrado le mille e ripetute chiacchiere di assetti coordinati “d’area vasta”, di super-piani di bacino eccetera, ad oggi non si riesce a coordinare nemmeno l’orario dei treni locali (regionali) su Piombino con i traghetti dell’Elba (regionali) da Piombino. Sognare è lecito, progettare disastri economici sulla base dei sogni senza costrutto è assurdo.

Piuttosto andrebbero colte alcune opportunità che nei mesi scorsi sono affiorate nelle varie chiacchiere sulla logistica d’area: affiorate e subito abbuiate, come fiumi carsici. Per esempio, un più diretto interesse della SAT del Galilei alla “Porto 2000” livornese delle crociere. Roberto Piccini, presidente della società labronica, punta sempre di più sulle “crociere di testa”, cioè che partono e arrivano dalle banchine locali: il che sarebbe interesse anche del Galilei, perché buona parte dei croceristi potrebbe usufruire proprio del vicino aeroporto per raggiungere le navi, o per lasciarle a fine crociera. A Barcellona funziona così e l’aeroporto ha notevoli vantaggi. A quanto ci risulta Gina Giani, ad e direttore dell’aeroporto pisano, sulla faccenda ha già avviato approfondimenti concreti: pare “stoppati” per il momento solo dal fatto che non si sa bene se, come e quando la “Porto 2000” sarà privatizzata. E da alcune valutazioni del “quantum” potrebbe essere richiesto per le quote della stessa “Porto 2000”.

Tutto da vedere, appunto. Ma che l’idea ci sia, è già un bel segno, in tempi in cui di idee ce ne sono pochine, e in gran parte con i piedi d’argilla.

A.F.

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Pubblicato il
16 Novembre 2011

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