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Mar Nero e Mediterraneo seminario a Trieste

Un confronto concreto tra ricercatori e portualità

Marina Monassi

TRIESTE – Presso la sede dell’Autorità portuale di Trieste si è svolto un importante tavolo di lavoro tra le Autorità portuali di Costanza, Istanbul, Barcellona, Pireo e Trieste e i membri delle più importanti Istituzioni scientifiche dei Paesi europei in cui sono state approfondite le tematiche del progetto PERSEUS (Policy-oriented marine Enviromental Research for Southern European Seas), sostenuto dal Seventh Framework Programme (FPs), il più importante strumento finanziario con il quale l’Unione Europea supporta la ricerca e lo sviluppo di attività inerenti le materie scientifiche.

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Utilizzando gli strumenti forniti dalle Scienze Naturali e dalle Scienze Socio-economiche, con il proposito di predire gli effetti a lungo termine delle “pressioni” sull’ecosistema marino, PERSEUS ha come obiettivo principale lo sviluppo di un’efficace ed innovativa amministrazione dei mari, basata sulla ricerca scientifica, che potrà essere un valido strumento per le politiche degli Stati volte ad invertire il processo di degrado della vita marina.

Uno degli strumenti che verrà elaborato nell’ambito del progetto è il concept design di un’innovativa imbarcazione per la ricerca scientifica e le operazioni di monitoraggio e sorveglianza, espressamente studiata per operare in zone costiere e portuali.

“È stato un confronto importante tra operatori della portualità e ricercatori – ha affermato il presidente Marina Monassi – anche perché per la prima volta la scienza si pone quale punto di riferimento di una politica marittima europea integrata per la zona del Mediterraneo e del Mar Nero, attraverso una ricerca tecnologica i cui risultati verranno utilizzati quale fondamento per fornire raccomandazioni politiche a livello europeo. La politica volta alle misure ambientali da adottare negli Stati membri conta moltissimo”.

In Autorità portuale si sono confrontati ricercatori di Italia, Grecia, Spagna, Francia, Russia e Romania, che nell’ambito del progetto PERSEUS lavorano su varie piattaforme sul mare per raccogliere più dati possibili sullo stato del Mare Mediterraneo e del Mar Nero: si studiano in tal modo i cambiamenti climatici e l’impatto sull’ambiente, sia sulle coste che in mare aperto, per una previsione climatica futura e per una prevenzione con eventuali azioni.

Una delle sfide del progetto è quella riguardante i paesi del sud-est del Mediterraneo (Egitto, Tunisia, ecc.), che dovranno conformarsi alle nuove politiche europee di sostenibilità e salvaguardia dei mari per migliorare lo stato del Mare Mediterraneo nel corso dei prossimi 5 anni.

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Pubblicato il
20 Giugno 2012

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