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Per l’Autorità Portuale Toscana tutto fermo, mancano gli organi

L’assessore Ceccobao elenca gli interventi programmati per i vari porti – Sul relitto del Giglio nuovi problemi

Luca Ceccobao

FIRENZE – La commissione Trasporti del consiglio regionale della Toscana ha espresso a maggioranza il parere obbligatorio sugli indirizzi per la elaborazione del Piano annuale 2012 delle attività della nuova Autorità Portuale Regionale, la cui creazione è stata deliberata nei mesi scorsi dall’ente regionale. Il Piano annuale individua le priorità d’intervento per i porti di Viareggio, Porto Santo Stefano, Giglio e Marina di Campo, territori di competenza della nuova Port Authority.
Nel corso del dibattito in consiglio l’assessore regionale ai Trasporti, Luca Ceccobao, ha ricordato che la piena operatività dell’Autorità Portuale Regionale sarà possibile solo con la costituzione degli organi – cioè la nomina del segretario generale, la creazione dei quattro comitati portuali, il collegio dei revisori dei conti – e che fintanto che non si realizzeranno queste condizioni e competenze resteranno pertanto ai Comuni come previsto dalla legge in regime di prorogatio.

[hidepost]L’attività di programmazione della nuova Authority prevede numerosi interventi tra i quali, in particolare, la realizzazione della nuova banchina commerciale a Viareggio, la redazione del nuovo piano regolatore portuale di Marina di Campo, la riqualificazione della spiaggia della Marinella per il porto di Santo Stefano, la manutenzione delle attrezzature e degli impianti portuali all’Isola del Giglio.
Intanto si è svolta anche una sessione del comitato consultivo per l’emergenza successiva al naufragio della nave da crociera Costa Concordia, avvenuto all’inizio di quest’anno all’Isola del Giglio, con l’obiettivo di fare il punto sulle attività in corso per la rimozione del relitto. La Regione, che fa parte del comitato, ha reso noto che rispetto al termine della messa in sicurezza della nave inizialmente previsto per il 31 agosto 2012 i tecnici hanno stimato di poter completare i lavori entro la fine del mese di ottobre, salvo ulteriori imprevisti. Questo ritardo rispetto al crono programma iniziale – è stato sottolineato – è dovuto a diversi fattori: le condizioni meteorologiche avverse delle ultime settimane, la presenza di forti irregolarità degli strati superficiali del granito del fondo marino e di fessurazioni nella roccia sottostante, la quantità imprevista di roccia da livellare per poter posizionare i basamenti. Fino ad oggi – è stato precisato – le costanti rilevazioni svolte dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze non hanno comunque segnalato alcuna anomalia dei movimenti del relitto.
Il progetto di stabilizzazione della nave, studiato per evitare eventuali scivolamenti del relitto nel corso della stagione invernale, prevede l’installazione di un sistema di ritenuta costituito da quattro basamenti ancorati al fondale lato terra (due dei quali dovrebbero essere completati nei prossimi giorni); a questi vengono agganciati complessivamente 16 fasci di cavi di acciaio collegati a punti di forza saldati sulla parte emersa del relitto, tensionati tramite dei martinetti idraulici.
Procedono intanto le attività per il completamento del sistema di tensionamento che permetterà il riassetto verticale della Costa Concordia, quelle per la costruzione del falso fondale e delle sei piattaforme sottomarine sulle quali poggerà il relitto, oltre alla produzione dei cassoni dai quali dipenderà il galleggiamento.
L’ente regionale ha evidenziato che rimane, comunque, l’impegno del consorzio Titan-Micoperi, condiviso con Costa Crociere e il comitato consultivo, a perseguire ogni utile soluzione per ridurre i tempi, mantenendo la sicurezza dei lavori, la salvaguardia dell’ambiente e la vita socio-economica dell’isola.

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Pubblicato il
10 Ottobre 2012

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