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Greggio USA in arrivo per il TAL

TRIESTE – Tra pochi giorni, probabilmente mercoledì prossimo, arriva in porto la petroliera “Theo T” con il pieno di greggio americano (Shale Oil) estratto da Conoco Phillips e destinato alla raffineria bavarese Bayernoil. Il prodotto, sbarcato per la prima volta in Europa, arriverà alla raffineria attraverso l’oleodotto TAL che parte proprio dal porto triestino.
[hidepost]Non si tratta, come è facile capire, di un evento “normale” in un porto che ha nello sbarco del greggio una delle sue voci più importanti. Si tratta invece di un esperimento significativo per i produttori Usa di Shale Oil, cioè del greggio estratto dagli scisti: una produzione che non solo sta velocemente rendendo gli Usa indipendenti dall’importazione di greggio, ma che sta avviando l’export del prodotto: una pratica del tutto nuova negli Usa che fino ad un mese fa avevano per legge fin dal 1975 la assoluta proibizione di esportare greggio.
La scelta di Trieste per questo primo carico di Shale Oil va alla pari con la scelta di Marsiglia per un altro carico analogo, già in viaggio: complessivamente si tratta di 600 mila barili di greggio, per la parte di Marsiglia destinati probabilmente al mercato della Svizzera. Ma tutti gli analisti sono concordi nel sostenere che lo Shale Oil americano non avrà l’Europa come mercato di riferimento perché il costo del viaggio lo rende poco competitivo, specie in tempi di greggio del Medio Oriente (e del mare del Nord) a prezzi stracciati. Il prodotto made in Usa sempre più probabilmente destinato ai mercati asiatici attraverso il Pacifico o a quelli dell’America latina. L’arrivo della “Theo T” a Trieste vale dunque come dimostrazione di fiducia nell’efficienza del suo porto petroli, dell’oleodotto TAL e del sistema triestino in genere. E indirettamente si inserisce anche nella polemica in pieno vigore specialmente in Puglia (ma non solo) contro le perforazioni di ricerca del petrolio in Adriatico: perforazioni pesantemente contestate in tempi in cui il mondo sembra annegare nell’eccesso di offerta del greggio.
A.F.

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Pubblicato il
16 Gennaio 2016

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